Dal 30 ottobre al 25 novembre 2009 sarà in mostra, nella prestigiosa cornice del Walter Reade Theater di New York, la rassegna cinematografica Italian Neorealism and the Birth of Modern Cinema, organizzata da Film Society del Lincoln Center, Cinecittà Luce e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Questa mostra-evento è stata resa possibile grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema e al patrocinio dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Come ha spiegato il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello Foti

La rassegna è la più completa e importante mai presentata all’estero sul neorealismo italiano. I 40 film selezionati, molti dei quali provenienti dall’archivio della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, ripropongono insieme tutto il messaggio che l’esperienza neorealista ha voluto rappresentare: la voce dell’Italia di quel periodo fatta più autentica dall’esperienza del dolore della gente.

Le pellicole sono firmate dai più grandi registi italiani del secolo scorso e sono state suddivise in sei categorie:

I caposaldi del Neorealismo (“The Essentials”), che comprende “Roma città aperta” (1945) e “Paisà” (1946) di Roberto Rossellini; il premio Oscar “Ladri di biciclette” (1948) e “Umberto D.” (1952) di Vittorio De Sica.

Maggiori registi e star (“Marquee Names”): “Accattone” (1961) film d’esordio di Pier Paolo Pasolini; “Sciuscià” (1946), vincitore dell’Oscar onorario, di Vittorio De Sica; “I Vitelloni” (1953), Leone d’Argento alla Mostra di Venezia più due nastri d’argento (miglior regista e miglior attore protagonista, Alberto Sordi) di Federico Fellini; “Il Grido” (1957), Pardo d’oro al Festival di Locarno, di Michelangelo Antonioni; “Il posto” (1961) di Ermanno Olmi; “Viaggio in Italia” (1953) di Roberto Rossellini; “Ossessione” (1943) film d’esordio di Luchino Visconti che anticipò, insieme a “Gente del po'” (1943) di Michelangelo Antonioni, la nascita del Neorealismo; “Riso amaro” (1949) di Giuseppe De Santis; “Il Bandito” (1946) di Alberto Lattuada; “Domenica d’agosto” (1950) di Luciano Emmer; “Cronache di poveri amanti” (1954) di Carlo Lizzani, tratto dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini, vincitore del Prix International al Festival di Cannes e del Nastro d’Argento per la musica e la scenografia.

Vita durante la guerra (“Life During Wartime”): “Achtung! Banditi!” (1951) di Carlo Lizzani, “Un giorno nella vita” (1945) di Alessandro Blasetti; “Giorni di gloria” (1945) di Luchino Visconti, documentario che rievoca l’oppressione nazifascista avvalendosi di documenti girati lungo la penisola, compreso il massacro delle Fosse Ardeatine che è riprodotto nella sua terribile drammaticità.

Le radici italiane del cinema sulla criminalità (“The Italian Roots of the Crime Film”): “Processo alla città” (1952) di Luigi Zampa; “In nome della legge” (1948) di Pietro Germi; “Caccia tragica” (1947) di Giuseppe De Santis; “Salvatore Giuliano” (1962) di Francesco Rosi.

Commedie (“Comedies”): “Il cappotto” (1952) considerato il capolavoro di Alberto Luttuada, tratto dall’omonimo romanzo di Nikolai Gogol, “Miracolo a Milano” (1951), Palma d’oro al Festival di Cannes, di Vittorio De Sica; “Pane, amore e fantasia” (1953) Orso d’Argento al Festival di Berlino e Nastro d’Argento a Gina Lollobrigiba come migliore attrice protagonista, di Luigi Comencini.

Film da intenditori (“Connoisseur’s Pics”): “Il cielo sulla palude” (1949) di Augusto Genina, miglior regia e miglior film italiano alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 1949; “Il cielo è rosso” (1950) film d’esordio dell’attore e regista Claudio Gora, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Berto; “Il grido della terra” (1949) di Duilio Coletti; “Roma ore 11″ (1952) di Giuseppe De Santis, ispirato ad un fatto vero accaduto a Roma; “Donne senza nome” (1950) di Géza von Radvany, fratello dello scrittore ungherese Sandor Marai, ambientato in un campo di internamento femminile per apolidi.

Per il direttore di Cinecittà, Pietro Ietto

La rassegna sul Neorealismo italiano rappresenta un appuntamento importante dell’attività di promozione della nostra società nel 2009. La selezione di oltre 40 opere conferma la massima attenzione di Cinecittà Luce alla diffusione e valorizzazione dei grandi maestri della cinematografia italiana. La rassegna, dopo l’esordio statunitense al Lincoln Center, proseguirà la circuitazione in altre importanti sedi culturali del mondo e attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura.

La visione dell’intera serie di film costa 99 dollari, che si riducono a $79 per gli studenti e a $89 per gli anziani. L’intero programma con gli orari delle proiezioni è disponibile al sito (in lingua inglese) della Film Society of Lincoln Center.