Il nuovo Contratto di Servizio Rai pesa sull’informazione

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Un nuovo Contratto di Servizio cambierà molte cose per la Rai. L’accordo, messo in piedi da una commissione paritetica formata da sei membri Rai e sei del Governo, sarà ufficiale a metà febbraio ed entrerà in vigore da marzo, e sarà valido per i prossimi tre anni. Ma cosa prevede nello specifico?

Innanzitutto il governo potrà esercitare un’azione più incisiva nel decidere di contenuti e palinsesti. Una di queste sarà una deformazione della par condicio ed un obbligo a essa. In una stessa trasmissione dovrà esserci il contraddittorio, cosa che secondo alcuni è vista come un attentato al pluralismo. Domenico Amati, avvocato in diritto dell’informazione, spiega:

Questa codificazione, se passerà, potrà offrire appigli per interventi di tipo censorio. La tendenza appare in contrasto con i principi affermati dalla Corte costituzionale: il pluralismo dell’informazione radiotelevisiva deve essere tutelato dal complesso della programmazione.

La più mutilata in quest’operazione sarà Rai Tre, che dovrà assicurare l’80% del palinsesto al servizio pubblico, oltre che le rubriche di cultura regionale. Peraltro, si dovrà parlare delle missioni all’estero e della Protezione Civile.

Ma la novità più strana riguarda la lotta all’evasione del canone. Saranno attuati controlli a tappeto a partire dalla bolletta della luce. In altre parole, si ritiene che chiunque abbia un allaccio luce, possegga anche un televisore, non importa che si tratti di uffici, abitazioni o locali.

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Tag: rai tre
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