Benedetto XVI ha condannato definitivamente qualsiasi tipo di educazione sessuale, rea di allontanare i giovani dalla fede. Queste parole hanno tuttavia riacceso una polemica legata proprio alla mancanza di un’istruzione di questo tipo in Italia, caso quasi isolato in Europa.

Le recenti parole espresse dal Papa rappresentano l’ennesima incursione della religione in una sfera tanto delicata quanto problematica, che riguarda l’educazione al sesso di milioni di adolescenti che, sempre di più, si affidano a fonti poco attendibili per imparare gioie e dolori della sessualità.

L’educazione sessuale e civile impartita nelle scuole di alcuni Paesi europei costituisce una minaccia alla libertà religiosa.

Questa frase ha riportato a galla una verità abbastanza scomoda, vale a dire la mancanza nel nostro paese di una legge che sancisca la necessità di fare informazione direttamente nelle scuole, evitando che i teenager navighino in rete per conoscere il sesso, oppure si affidino alle teorie sentite dire tra i compagni di banco.

La situazione è questa: se da un lato Internet e social network sono responsabili di fare abbassare la guardia a tanti giovanissimi che arrivano al loro primo rapporto troppo presto, o troppo impreparati e ignoranti sulla contraccezione, o sui rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale, è anche vero che il 64% degli studenti delle scuole superiori vorrebbe un corso di educazione sessuale.

I dati sono stati resi noti dalla Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia. Nonostante queste richieste, tuttavia, chi organizza corsi di educazione sessuale deve sempre scontrarsi con la mancanza di fondi da parte degli istituti, costretti a rinunciare a una risorsa assolutamente necessaria. Ecco cosa ha affermato una coordinatrice dell’Aied:

Parlare di sessualità ai bambini e agli adolescenti è sempre stato difficile in Italia, nonostante l’enorme interesse che poi questi incontri suscitano, e l’impossibilità di varare una legge che ne promulgasse l’insegnamento a scuola ne è la prova più evidente. La verità è che i ragazzi sono disperatamente alla ricerca di qualcuno con cui confrontarsi, ma anche pieni di false informazioni e credenze, che si passano tra di loro o, peggio, acquisiscono su Internet.

Verginità, preservativi, AIDS, sono ancora temi tabù.