Aspetto fisico, abitudini alimentari, tenore di vita: sono moltissimi i fattori che partecipano al quoziente di compatibilità di cui abbiamo recentemente parlato. Alcuni sostengono però che c’è un fattore più importante di tutti gli altri: la politica.

Sarà la pubblicazione, il Journal of Politics, ma lo studio congiunto delle Università Rice e del Nebraska negli USA ha puntato dritto verso le convinzioni politiche, estratte da un questionario somministrato a cinquemila coppie sposate.

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Tenuti in considerazioni tutti gli aspetti, dalle caretteristiche fisiche a quelle comportamentali, è emerso come il tratto di simmetria più forte nelle coppie proveniva dal credo politico, secondo soltanto a quello religioso (tipico degli Stati Uniti, dove peraltro in alcuni casi coincidono fortemente).

Insomma, i coniugi erano il frutto di una reciproca selezione, non si sa quanto consapevole, sulla base delle convinzioni politiche. Aspetto esteriore e tenore di vita sono risultati essere in fondo alla classifica. Secondo un meccanismo sorprendentemente simile a quello che porta a scegliere la scuola per i figli o il quartiere dove andare a vivere.

Il partner perfetto è dunque uno che la pensa come te? Un po’ triste, forse, ma pare proprio di sì, anche perché la valutazione di queste caratteristiche è avvenuta senza porre direttamente la domanda, scongiurando così la possibilità di un fiorire di risposte politically correct.

John Alford, uno degli ideatori dello studio, è molto franco:

“Se siete alla ricerca di un rapporto romantico e di lunga durata, potete saltare la domanda ‘di che segno sei?’ e passare direttamente a ‘Obma o Palin?’. E, se si ottiene la risposta sbagliata, girate i tacchi.”

Considerando quel che sta accadendo in questi giorni di ballottaggio a Milano, non è una prospettiva così difficile da immaginare.