“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Questo è il primo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana, oggi al centro di una battaglia politica aperta dalle fila del PDL. Il partito di Silvio Berlusconi, infatti, non sarebbe soddisfatto di questa norma e propone di modificarla al più presto.

La proposta di una legge costituzionale è stata avanzata dal deputato pidiellino Remigio Ceroni, il quale ha proposto di spostare l’asse della sovranità dal popolo al parlamento. Ecco il testo della modifica:

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“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale”.

L’intento è quello di incentrare il focus delle attività dello Stato alla maggioranza parlamentare, togliendo forse potere ad altre forze politiche e, soprattutto, limitando il ruolo dei cittadini nei processi decisionali della nazione. Il parlamento, nella nuova figura di “titolare supremo”, avrebbe quindi largo spazio per agire senza l’intoppo di correnti contrarie esterne. È lo stesso Ceroni a confermarlo:

“Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi, per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”.

La proposta sta già destando fittissime polemiche, perché sia il Presidente della Repubblica che la Corte Costituzionale agiscono nel pieno titolo dei diritti connessi ai loro ruoli, sanciti per legge. Non resta che attendere le prossime mosse della Camera e del Senato per scoprire se questa legge costituzionale avrà effettivo spazio per imporsi in parlamento.