Qualcuno direbbe che il Premier è un uomo davvero fortunato e venerato dai suoi sostenitori. Si è aperto da due udienze il processo Mediatrade che vede coinvolto Silvio Berlusconi, chiamato a rispondere riguardo alla frode fiscale relativa alla compravendita dei diritti TV Mediaset. Fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano, una folla di astanti si intrattiene con canti, slogan, bandiere e striscioni a favore del Presidente del Consiglio.

Tra un inno al Premier e una frase contro la magistratura, questa folla di militanti non sembra tuttavia essersi presentata spontaneamente a sostenere il protagonista di tutta la vicenda, che al temine della prima udienza ha deciso di recarsi vicino ai manifestanti per salutarli con un microfono.

Galleria di immagini: Silvio Berlusconi al Processo Mediatrade

“Grazie del sostegno, che vi assicuro mi merito totalmente”.

Ma ringraziamenti a parte, proprio poche ore fa c’è stata la conferma che questi folti gruppi di persone sono stati effettivamente pagati per mettere in scena un comitato di sostegno fuori dal Tribunale milanese. Ad ammetterlo è stata l’onorevole Viviana Beccalossi, coordinatrice del Popolo delle Libertà in Lombardia.

“Non capisco cosa ci sia di strano. La Cgil lo fa ogni giorno e nessuno ha mai trovato nulla da dire. Io stessa ieri ho distribuito bottigliette di acqua alla gente quando ho visto che vacillava dopo tre ore che aspettava sotto il sole”.

Il Pdl come la Cgil, quindi, con nessuna differenza. Se non fosse che qui non si tratta di essere finanziati per recarsi a una manifestazione collettiva, magari fuori da una fabbrica o in piazza per chiedere lavoro e diritti. Ecco come la Beccalossi ha giustificato questa iniziativa con il giornalista che l’ha intervistata, ribadendo tuttavia come non ci sia stata nessuna richiesta esplicita di lanciare slogan contro i giudici.

“Ma lei conosce qualcuno disposto ad alzarsi alle cinque di mattina e a stare sotto il sole fino al pomeriggio solo per un panino e qualche bottiglietta di acqua. I nostri militanti fanno la stessa fatica degli operai della Cgil che ogni giorno manifestano fuori dalle fabbriche o dai supermercati. I nostri non sono manifestanti di serie B. Ogni protesta va rispettata”.