Mentre l’opinione pubblica è catalizzata dal processo a Silvio Berlusconi per il caso Rubygate, in partenza domani al Tribunale di Milano, il suo partito cerca di far passare in sordina un disegno di legge che rischia di sollevare fitte polemiche. Il senatore pidiellino Cristano De Eccher, con cofirmatari Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e Egidio Digilio, ha infatti presentato una proposta per l’abolizione del reato di apologia di fascismo, previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

La XII disposizione transitoria della Costituzione, infatti, sancisce il divieto assoluto di riformare il partito fascista e ha guidato le legge Scelba del 1952, che introduce l’apologia di fascismo. Non solo, infatti, il partito fascista non può essere ricomposto, ma né è anche vietata la propaganda politica e tutte le misure che potrebbero portare alla sua ricostituzione.

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L’impianto legislativo non ha però vietato la formazione di partiti di destra o estrema destra che, nel rispetto dell’antifascismo come valore fondante della Repubblica, hanno potuto così trovare un lecito riconoscimento nella vita politica italiana. Essendo perciò garantite le modalità di espressione dell’intero ventaglio delle opinioni politiche, è difficile capire la necessità di abrogazione di questa norma.

Trapelata la notizia, il PD è insorto, ricordando come la nostra nazione non possa ricadere nell’orrore del fascismo, perché fondata sulla liberazione garantita dalla Resistenza. Anna Finocchiaro ha commentato esterrefatta l’accaduto:

“Trovo molto grave e offensivo per la storia del Paese e della Repubblica e per la nostra democrazia che il Pdl voglia abolire, attraverso un disegno di legge, il reato di apologia del fascismo, sarebbe l’ennesimo piccolo gesto mirato, sistematico ma molto significativo, che il Pdl sta usando per distruggere i pilastri della nostra Costituzione. Chiediamo che questo atto venga subito ritirato”.

Stupito anche Renato Schifani, mentre Gianfranco Rotondi, Ministro per l’Attuazione del programma di Governo, solleva alcuni dubbi sull’intervento del PD:

“Non c’è nessuna volontà né del governo né del Pdl di promuovere l’abolizione del reato di apologia del fascismo. Il Pd eviti polemiche strumentali che diano anche solo la sensazione che le forze politiche si dividano anche sull’antifascismo, che è valore fondante della nostra democrazia”.

La domanda sorge, però, più che lecita: se non vi fosse la volontà di abolire il reato di apologia di fascismo così come ricordato da Rotondi, per quale motivo risulterebbe necessario proporre un simile disegno di legge? Il PDL vorrebbe ricostituire il partito fascista? Si tratta di una domanda cui, a breve, i rappresentanti della coalizione di Silvio Berlusconi daranno risposta.