Sono settimane davvero infuocate per la popolazione omosessuale italiana, dati i continui attacchi che da giorni provengono dalle fila del PDL e dell’UdC. Una svolta preoccupante della politica italiana, che ha avuto il suo culmine non solo nelle dichiarazioni di Carlo Giovanardi, ma nell’attacco lesbofobico all’onorevole Paola Concia e alla sua compagna, aggredite a Roma mentre gustavano un gelato in centro. La notizia di oggi, che arriva alla vigilia della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, si allinea allo stile delle precedenti: il PDL vuole bloccare le manifestazioni dell’Europride di Roma, previste dall’1 al 12 giugno.

La decisione verrà presa nella mattinata del prossimo venerdì, quando il consiglio del Municipio I voterà l’accesso alla manifestazione in Piazza Vittorio e alle zone limitrofe, dove il comune aveva già concesso l’installazione del polo informativo “Pride Park“. Non essendoci particolari motivazioni per bloccare la kermesse dell’orgoglio gay, i responsabili della mozione hanno addotto giustificazioni di carattere strutturale, sostenendo come simili eventi di piazza rovinino il manto stradale e i servizi di pubblica utilità. Ecco le parole dei consiglieri Augusto Caratelli, Fabrizio Sequi e Marco Veloccia:

Galleria di immagini: Gay Pride Roma

“Non tutti sanno infatti che tre mesi fa all’interno del giardino di piazza Vittorio sono stati spesi 40.000 euro da parte di Roma Capitale e di tutta la comunità cittadina per riparare i danni procurati dalle precedenti manifestazioni, come buche, rotture di lastre di marmo, manto erboso rovinato, staccionate divelte, panchine rotte ecc. da parte di furgoni e camion che, fregandosene del rispetto del bene comune, hanno parcheggiato i loro autocarri all’interno del giardino. Ancora una volta si cerca di violare la serenità dei residenti e dei commercianti con provocazioni, come quella di installare decine di gazebi sul manto erboso e sul pavimento del giardino appena rifatto. Se questa manifestazione verrà autorizzata all’interno del giardino ci costringerà a fotografare ogni arredo del giardino, ogni pianta, ogni pavimento e addebitare tutte le spese a coloro che si renderanno protagonisti di eventuali danni”.

Si tratta di dichiarazioni che lasciano ovviamente turbati, perché appare ovvio come il Gay Pride sia una manifestazione assolutamente pacifica e festosa, dove risulta davvero inusuale che i partecipanti si comportino alla stregua di vandali e black bloc. Roma, fra le altre cose, è da anni protagonista di manifestazioni omosessuali di grande richiamo pubblico, quali ad esempio il Gay Pride Mondiale del 2000, ma nessuno in questo decennio ha avanzato simili accuse.

L’Europride nella Capitale, che richiamerà la popolazione LGBT di gran parte dell’Europa, non si svolgerà in Italia per ragioni casuali. La nostra nazione è stata infatti scelta perché una delle poche dell’Unione, insieme a Grecia e pochi altri, a non aver ratificato alcuna forma di riconoscimento delle coppie di fatto e nessuna legge sull’omofobia, tanto che la proposta sulle aggravanti omofobiche e lesbofobiche viene continuamente rimandata alla discussione del Parlamento.