Siete pendolari e avete una relazione sentimentale importante? Incrociate le dita: siete statisticamente in pericolo. Questo almeno dice uno studio della sociologa svedese Erika Sandow, la quale sostiene che una distanza di 45 minuti corrisponde al 40 per cento di possibilità in più di separazione nelle coppie.

La ricerca pubblicata dall’Università di Umeå ha esaminato le abitudini di 2 milioni di coppie che stanno assieme da almeno 10 anni, e ha concluso che i costi sociali dei viaggi di lavoro possono superare i guadagni monetari. Considerando che la mobilità è ormai una richiesta socialmente obbligata nel mondo del lavoro, c’è poco da stare allegri.

Ma com’è possibile stabilirlo e quali possono essere le contromisure? Il problema principale, secondo questo studio, è la mancata equidistanza: se uno dei due partner viaggia più distante dell’altro per lavoro, è più probabile che quest’ultimo si trovi sempre con le stesse incombenze casalinghe. Quindi, il suggerimento è cercare di mantenere distanze simili tra partner: meglio entrambi pendolari che soltanto uno dei due.

Naturalmente ci sono elementi più concreti che emergono dalla vita dei pendolari messa sotto la lente di ingrandimento: obesità, stress, insonnia, sono tutti disturbi più frequenti e possono minare qualsiasi rapporto perché rendono infelici.

A New York è stato calcolato che tre milioni di pendolari consumano 160 miliardi di minuti l’anno a viaggiare, spostarsi, attendere, telefonare per far sapere quando si tornerà a casa. Una cifra che va tutta tolta al rapporto di coppia.

La ricerca svedese non offre soluzioni, ma qualche elemento di riflessione. Così spiega la Sandow:

“Non sappiamo cosa porta nel lungo periodo alle nostre relazioni e quale prezzo dovremo pagare per la crescita economica. È importante sottolineare le conseguenze sociali che il pendolarismo comporta. ad esempio, sui bambini: le statistiche mostrano che le donne, ad esempio, sentono di avere meno successo, rispetto agli uomini, nella stessa condizione di pendolari. Questo al di là del fatto che più della metà di loro continua a farlo dopo cinque anni perché nel frattempo hanno imparato ad adattarsi.”

Ecco un piccolo prontuario per rendere meno infernale la vostra vita da pendolari:

1. Esercizio

Essere pendolari significa doversi sempre spostare: approfittatene per trasformarla nella vostra palestra gratuita. Scale invece dell’ascensore, una fermata prima dell’autobus. Almeno resterete in forma.

2. Ottimizzazione

La pendolare non ha molto tempo per sé, perché una volta tornata a casa ci sono un mucchio di cose a cui pensare. Quindi, meglio utilizzare i tempi morti per aggiornarsi, magari con il portatile o il tablet, leggere i quotidiani e i romanzi, ascoltare i radiogiornali. Perché la sera crollerete sul divano.

3. Staccare

Superata la soglia di casa, guai a notare subito una cosa fuori posto, o dispiacersi per il ritardo o perché i bambini non hanno fatto i compiti: volete davvero passare per quella che non c’è mai e quando c’è rompe? Consiglio della nonna: un bel sorriso, un bacio al marito e problemi alle spalle. Portate serenità, se potete: vi verrà restituita, e sapete quanto ne avete bisogno.