Che ruolo hanno i genitori nella scelta dell’università compiuta dai figli? A quanto pare l’opinione di mamma e papà è ancora determinante, nonostante in Italia esistano varie strutture di orientamento create appositamente per indirizzare i giovani verso una futura carriera lavorativa.

Muoversi nella giungla delle facoltà e discipline universitarie non è facile, soprattutto tenendo conto degli sbocchi professionali e delle reali possibilità di lavoro che un titolo di studio può garantire. Sarà per questo, come anche per la loro esperienza e profonda conoscenza dei figli, ma sembra proprio che questi ultimi tengano più che mai conto del parere dei genitori prima di decidere del loro avvenire.

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Questo è quanto emerge dal “Rapporto di orientamento 2010” steso dall’Isfol e presentato in questi giorni a Roma, documento che rende nota la situazione italiana relativa ai servizi di orientamento, che non mancano, così come riguardo alle effettive scelte dei ragazzi che si apprestano a iniziare il percorso universitario.

Il coinvolgimento delle famiglie è ancora molto forte, sebbene il 90% del campione intervistato abbia ammesso di conoscere i servizi di orientamento, anche se non li utilizza in modo concreto. Tra tutti coloro che scelgono invece di usufruire delle strutture informative presenti nella penisola compaiono prevalentemente le donne, in questo caso soggetti considerati deboli nel mercato del lavoro e, quindi, più attente a scegliere una formazione che possa inserirle nel mondo professionale con meno difficoltà.

“Si tratta di un’importante potenzialità dello strumento dell’orientamento, ossia quello di essere un supporto necessario al processo di scelta del corso di studi, uno strumento fondamentale per contenere gli abbandoni e per sostenere una progettualità personale e professionale che, certamente, è più problematica in ambienti che offrono minori opportunità e minore supporto sociale”.

Così l’Isfol definisce l’importanza dei centri di orientamento, la cui attività risulta concreta e maggiormente sfruttata proprio nelle zone della penisola segnate da tassi di disoccupazione più alti, come le regioni del Sud e le Isole. Il parere dei genitori, tuttavia, rimane ancora prioritario per la maggior parte dei giovanissimi, e questa tendenza sottolinea come nella famiglia contemporanea il dialogo tra genitori e figli, almeno su alcune tematiche, è tutt’altro che in crisi.