La stagnazione del settore delle costruzioni fa sentire il suo peso soprattutto sulla nuova edilizia abitativa.

Secondo le stime Ance, per il 2012 si ipotizza ancora un calo del 6% degli investimenti nel comparto edile e in particolare per le nuove costruzioni residenziali la flessione arriverebbe anche al -12,3%. Un’ipotesi non certamente ottimistica né confortante, in quanto un iter verso il basso, se confermato a fine anno, produrrebbe una flessione del comparto abitativo (2008-2012) del 44,4 per cento.

Una fase recessiva, in sintesi, che coinvolge tutti i comparti, tranne gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo esistente. Dovrebbero crescere dello 0,8%, infatti, le manutenzioni straordinarie del residenziale nel 2012, per poter registrare un incremento del 9,3 per cento su base quinquennale.

Di conseguenza, la crisi grava pesantemente in particolare sul mercato residenziale delle nuove costruzioni, con un un crollo delle compravendite residenziali pari a -19,6% nei primi sei mesi del 2012, secondo i dati dell’Agenzia del Territorio. Ma nonostante la crisi del mercato, la domanda di immobili rimane alta per la crescita demografica in atto.

E in effetti, la popolazione va aumentando con un ritmo di crescita delle famiglie abbastanza notevole. Si calcola che negli ultimi sei anni le famiglie sono aumentate in media di circa 328.000 unità l’anno. Un incremento demografico che produce un fabbisogno potenziale di circa 582.000 abitazioni per le nuove famiglie. Un fabbisogno concreto che ha bisogno di risposte concrete.