Sin dal suo insediamento come sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha dedicato tutto il suo operato per risolvere la problematica rifiuti che sta letteralmente uccidendo l’aria della città, oltre che la salute dei napoletani.

Le difficoltà di rimediare ad anni di pessima gestione sono l’ostacolo principale contro il quale si trova a dover lottare il sindaco, e non serve promettere di ripulire la città in 5 giorni se Regione e amministrazioni locali non collaborano nello stesso modo. Scenderà nuovamente in campo il Governo che ha promesso, attraverso le parole del Premier Silvio Berlusconi, di risolvere il problema rifiuti in breve tempo e attraverso un provvedimento straordinario che verrà affrontato settimana prossima.

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Nonostante le sollecitazioni del Presidente Giorgio Napolitano, che invita a impegnarsi per una soluzione reale e duratura, la proposta di Governo non incontra il parere favorevole della Lega. Attraverso le parole del Ministro della Semplificazioni Roberto Calderoli appare subito chiaro l’atteggiamento del Carroccio in merito:

“Su una cosa vogliamo essere chiari: sulla questione rifiuti non accetteremo decreti truffa, sennò volano le sedie, lo abbiamo detto a Berlusconi e a Letta. Nessuno pensi di usare trucchi o truffe, altrimenti la risposta che daremo sarà la stessa che abbiamo già dato. Al momento non abbiamo visto alcun testo, ci hanno solo detto che c’è l’emergenza rifiuti ma di cose scritte, di testi, non ne abbiamo visti.”

Una riunione è intanto intercorsa tra il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, recentemente coinvolta nelle intercettazioni del caso P4, e il sindaco Luigi De Magistris, ma entrambi assicurano che non esistono i presupposti per una procedura di emergenza governativa.

Come sostiene il sindaco, Napoli può e deve farcela da sola. Ma De Magistris, dalla sua pagina Facebook, invita il Governo a promulgare un decreto che consenta il trasferimento dei rifiuti in altre regioni per un primo smaltimento di emergenza. Una prassi obbligata, per evitare che la salute dei cittadini ne risenta e si scateni un’epidemia.

Il comune è completamente concentrato, 24 ore su 24, sulla risoluzione del problema rifiuti. Un lavoro difficile che si scontra con le scelte della Regione, con le società predisposte alla raccolta rifiuti che mettono a disposizione pochi mezzi e si limitano a spostare l’immondizia dalla strada verso i marciapiedi. Molto spesso i camiondevono essere scortati dalla polizia verso i due siti di stoccaggio campani. Oltre al problema tangibile della Camorra che da anni gestisce il traffico illegale dei rifiuti, gli agganci per la costruzione di inceneritori che devastano la salute della Campania e lo stoccaggio illegale dei rifiuti in cave e in buche ricoperte da detriti e terra.

Gli stessi luoghi dove poi la Camorra edifica o dove i contadini coltivano o allevano bestiame, luoghi dove il tasso di mortalità per cancro è elevatissimo, con gas tossici visibili a occhio nudo che sfiatano direttamente da sotto l’erba. La stessa Camorra che organizza manifestazioni guidate tra i cittadini, con roghi e atti violenti per strada in modo da mettere sotto assedio psicologico il palazzo del sindaco.

Come sostiene De Magistris:

“Diversi ambienti vogliono che Napoli resti sotto la spazzatura. Mi sembra evidente guardando quel che il governo non ha fatto. Perché? O vogliono la vera e propria emergenza per specularci sopra politicamente, o rispondono ad altri interessi poco leciti. Un ciclo corretto dei rifiuti porta occupazione, risparmio, soluzione del problema. A qualcuno non piace. La Lega c’entra fino a un certo punto. Se il governo approva il decreto, la spazzatura di Napoli va nelle regioni del Centro e del Sud, che si sono già dichiarate disponibili ad accettarla, non in quelle del Nord.”

Il sindaco batte sullo stesso argomento: la raccolta differenziata, soluzione avviata con successo nel resto d’Italia ma che a Napoli e in alcune zone della Campania non trova la possibilità di emergere. Ma De Magistris per ora può avvalersi del completo sostegno della cittadinanza che, compatta, si è dichiarata solidale con il suo sindaco. Infatti, in molte zone della città sono sorti comitati autonomi di raccolta differenziata e molti disoccupati si stanno adoperando per ripulire le spiagge e il lungomare. Si sta diffondendo rapido il porta a porta, che in alcuni quartieri raggiunge una percentuale di riuscita pari al 65%. Nel futuro progettuale del sindaco c’è la necessità di costruire un impianto di compostaggio che rendano Napoli e la Campania completamente autonome e indipendenti, e libere dai rifiuti per strada.