Il punto G esiste? A dire di sì è la scienza, anche se non concorde, su una materia che da sempre crea leggende metropolitane sul sesso e sull’orgasmo. Comunemente si pensa che sia un mito, ma a quanto pare esiste invece veramente il punto G, che è solitamente immaginato come un punto del corpo femminile all’interno della vagina che sarebbe il responsabile dell’orgasmo.

A trovare il punto G è stato il ginecologo Adam Ostrzenski, che ha stabilito, attraverso una ricerca, che il punto esiste laddove tutti lo immaginavano, cioè a un paio di dita di profondità dalla vagina, più precisamente a una profondità compresa tra 8,1 e 3,3 millimetri. Altri studiosi come la scienziata Debby Herbenick, però, ritengono che anche aver trovato il punto G non renda questa scoperta connessa con il sesso e con il raggiungimento dell’orgasmo femminile.

Questo perché lo studioso artefice della scoperta, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, l’avrebbe raggiunta studiando il corpo di una donna di 83 anni defunta. Certo, molte delle scoperte della scienza sono dovute agli studi sui cadaveri, ma questa sembra abbastanza assurda: in un mondo razionale, è impossibile pensare che un cadavere raggiunga l’orgasmo.

Forse la scienza dovrebbe impegnarsi si altri argomenti che ineriscono la sessualità femminile, piuttosto che badare al fatidico punto G: sarebbe più opportuno chiarire da cosa è causata la voglia di sesso e perché non la si stenta a volte neppure con il proprio partner, o tutte le ragioni per cui non si raggiunge l’orgasmo e come fare perché tutte le donne possano godere di quella gioia della vita che è il sesso.

Fonte: Yourtango.