La maggior parte delle lavoratrici dipendenti che decide di avere un figlio ha la possibilità di restare a casa almeno fino al compimento del quarto mese del neonato, salvo casi particolari e tenendo presenti tutte le alternative, non ultima quella di usufruire del congedo facoltativo e dedicarsi completamente al bimbo per qualche mese in più.

Per le donne che esercitano la libera professione, come anche per le donne che hanno a che fare con impieghi precari, le cose stanno diversamente per quanto riguarda i diritti e le possibilità offerte a una madre, tuttavia in questo articolo vogliamo affrontare un’altra problematica che accomuna molte neomamme: il rientro al lavoro dopo la maternità.

Riprendere possesso del proprio impiego dopo un’assenza più o meno lunga potrebbe riservare brutte sorprese, inutile negarlo. Mai come in questo caso, infatti, vale il detto “tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”. Certo non è possibile generalizzare, ed esistono casi e situazioni differenti, tuttavia non è raro rientrare a lavoro e dover affrontare cambi di mansioni, oppure trovarsi davanti un ambiente molto diverso da quello che si aveva lasciato.

C’è un modo per rendere più agevole il rientro dopo la maternità? Premettiamo che oltre al naturale senso di colpa che colpisce quasi tutte le mamme lavoratrici, le quali lasciano il piccolo alle cure di nonni, baby sitter, asilo nido e quant’altro, tornare a esercitare la propria professione dopo la nascita di un figlio può anche essere estremamente gratificante e, soprattutto, consente di ritagliarsi uno spazio tutto per sé evitando di farsi assorbire completamente dalla routine familiare.

Per cercare di capire quali possono essere le regole giuste da seguire per un rientro a lavoro il più possibile sereno e indolore, prendiamo spunto da un approfondito decalogo stilato da Francesca Contardi, Managing Director della società Page Personnel Italia, dedicato alle mamme che desiderano conciliare lavoro e famiglia nel miglior modo possibile.

Il primo consiglio è quello di avere ben chiaro fin da subito il momento in cui si desidera rientrare a lavoro, e soprattutto se si vuole chiedere un part-time oppure una maggiore flessibilità: non si tratta di conquiste semplici, ma sapere quali sono i propri obiettivi può aiutare a organizzarsi al meglio, anche per quanto concerne gli aiuti che sarà necessario avere per garantire al piccolo tutte le cure possibili.

Gestire il distacco dal bambino non è facile, tuttavia mostrare forza e positività gioverà anche a lui. È fondamentale, infatti, fargli capire che non si tratta di un abbandono ma di un cambiamento assolutamente naturale. Sul lavoro, se è possibile, meglio cercare di delegare le mansioni che non richiedono necessariamente una presenza fisica e, soprattutto, evitare di presenziare a riunioni o eventi a meno che non siano realmente irrinunciabili.

Fondamentale per non trovarsi spaesate rientrando a lavoro dopo molto tempo è mantenere i contatti con i colleghi anche durante l’assenza, e tenersi informate sugli eventuali cambiamenti avvenuti in azienda. Anche la propria formazione non dovrebbe essere trascurata, soprattutto per evitare di mostrare poca padronanza dei mezzi e degli strumenti usati prima della {#maternità}.

Spirito positivo, ottimismo e intraprendenza sono decisamente importanti per affrontare al meglio questa fase, indispensabili anche nel caso in cui si voglia cercare un nuovo lavoro e ricominciare da capo in ambito professionale (questo argomento merita una trattazione a parte). Un concetto deve essere ben chiaro: riprendendo il proprio impiego non si fa un torto al proprio figlio, ed evitare stress e sensi di colpa inutili renderà senza dubbio questo passaggio meno traumatico per entrambi.