L’edilizia ha bisogno di scelte politiche coerenti per contribuire alla crescita sostenibile del Paese.

Il settore delle costruzioni, secondo Piero Torretta vicepresidente di Ance, non solo ha elevate potenzialità nell’ambito dell’efficienza energetica, ma svolge anche un ruolo essenziale per il suo contributo alla soluzione di vari problemi nell’ambito di una politica di sviluppo e di crescita sostenibile per tutti i cittadini. Un potenziale, però, che ad oggi non viene messo in pratica in quanto non esiste coerenza fra programmi, azioni e sensibilizzazione di mercato.

Federcostruzioni, in effetti, è sempre stata attenta al tema dell’innovazione per l’esigenza di rafforzare la competitività del settore e per la qualità del costruire in termini di efficienza e di comfort dell’abitare. Ma su questo piano l’Italia è molto in ritardo rispetto agli altri Paesi europei con un livello di spesa impegnata in ricerca e sviluppo pari all’1,3% del Pil, un valore lontano dall’obiettivo europeo ‘2020’ del 3%.

Per questi motivi Federcostruzioni si pone l’obiettivo di stimolare adeguatamente le strutture produttive, anche mediante l’aggregazione di piccole medie imprese e la costruzione di progetti condivisi per accedere ai finanziamenti europei e di contribuire, nel contempo, a far crescere questo settore che trova riscontri di successo attraverso l’innovazione e la ricerca, non solo in Italia ma anche all’estero.

I punti chiave del lavoro e dell’impegno di Federcostruzioni vanno individuati in tre obiettivi: il primo è la necessità di una campagna d’informazione alle imprese anche per individuare quelle più disponibili a lavorare in squadra trasversalmente; il secondo è quello di lavorare per un sistema di regole univoco soprattutto nell’ambito della produzione, dei consumi energetici e della sostenibilità; il terzo obiettivo riguarda il sistema del credito che deve essere sollecitato nell’individuare modelli contrattuali e finanziari innovativi, per sostenere i necessari progetti di riqualificazione edilizia ed urbana.

“Nelle costruzioni – ha dichiarato Paolo Perino – una fortissima spinta all’innovazione è già nata dalla trasformazione della domanda abitativa dalla quantità alla qualità, laddove per qualità s’intende soprattutto maggiore sicurezza, sostenibilità, accessibilità e fruibilità; tutti aspetti chiave per il conseguimento degli obiettivi delineati nella strategia europea 2020. L’importante tensione innovativa che pervade il settore necessita di essere adeguatamente riconosciuta e supportata nell’ambito di Horizon 2020, reale opportunità per la filiera delle costruzioni per consolidare la propensione alla sperimentazione di percorsi di ricerca condivisi dai numerosi operatori coinvolti”.