Il rito” è un film horror sull’esorcismo del regista svedese Mikael Håfström, con Anthony Hopkins, al cinema da oggi. Tratto dal libro “Il rito. Storia vera di un esorcista di oggi” del giornalista Matt Baglio, il film s’ispira a fatti realmente accaduti in Italia.

Michael Kovak (Colin O’Donoghue) è un giovane americano, orfano di madre che, per sfuggire all’inevitabile destino di lavorare nelle pompe funebri paterne, decide di entrare in seminario. Finito il seminario, il giovane viene inviato a studiare l’esorcismo in Vaticano. Più incline alla psicologia che alla teologia, Michael è convinto che i posseduti abbiano bisogno di uno psichiatra più che di un esorcista. Davanti alle sue titubanze, il giovane viene mandato come apprendista dal poco ortodosso Padre Lucas (Anthony Hopkins), un leggendario sacerdote che ha eseguito migliaia di esorcismi. Le sicurezze del giovane inizieranno a vacillare, finché verrà coinvolto direttamente in un caso inquietante di esorcismo.

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La trama del film sicuramente non è delle più originali, e come i suoi predecessori illustri, quali “Devil” (2010), “L’Ultimo Esorcismo” (2010) e “Exorcismus: The Possession of Emma Evans” (2010), rievoca il più classico e famoso “L’Esorcista” (1973) sia nelle atmosfere sia in alcuni espliciti riferimenti, come la lugubre scalinata.

Il regista svedese Mikael Håfström, dopo aver girato l’interessante “1408” (2007), ha deciso di affrontare il genere demoniaco a suo modo, apportando un’interessante, ed in un certo senso anche innovativa, prospettiva. Infatti a differenza di altri film, il regista ha basato tutto l’impianto narrativo sull’assunto logico:

“Se si crede nell’esistenza del Demonio, si crede allora anche nell’esistenza di Dio”.

In questo modo, il film s’incentra sull’esorcismo quale strumento per spiegare la veridicità e la forza del cristianesimo.

Agli ottimi effetti visivi ed alla bellissima e dettagliata scenografia si affianca uno script ben strutturato, supportato anche da un ottimo cast. In realtà, il film è diviso in due parti. Una prima parte spiega il percorso spirituale del giovane Michael, ed è ben articolata, approfondita e a tratti inquietante. La seconda parte, che dovrebbe rappresentare il fulcro della storia quando il protagonista combatte contro il Demonio, viene invece banalizzata e ridicolizzata. Così lo sviluppo narrativo dell’intera pellicola si risolve in un finale strappato, deludente. L’happy ending poi è disarmante: più che horror, la pellicola assume i toni dei classici Disney.

Ottima è l’interpretazione dell’attore Anthony Hopkins, che recita in italiano. La sua performance è assoluta e sembra aver ritrovato, dopo molti flop, la grinta e la perfezione dei tempi di Hannibal Lecter. Il film vanta comunque un cast d’eccezione che vede accanto a Hopkins anche Rutger Hauer, Ciarán Hinds, Toby Jones, Colin O’Donoghue, Ben Cheetham, Don Kress, Giampiero Ingrassia, Alice Braga, Maria Grazia Cucinotta.