La preoccupazione per la caduta del satellite UARS sul suolo italiano si è rivelata altamente infondata: il rottame spaziale, infatti, è entrato nell’atmosfera poco dopo le 9 di questa mattina e, dai primi rilevamenti, pare che alcuni detriti siano stati ritrovati in Canada. Questa volta, però, non si tratta di un eccessivo allarmismo dei media, bensì di un errore di calcolo proveniente nientemeno che dalla NASA.

Galleria di immagini: Traiettoria Satellite UARS

Fino alle prime ore della notte, infatti, l’UARS avrebbe dovuto sorvolare l’Italia proprio nel momento del suo previsto schianto, anche se la probabilità che potesse colpire edifici dello Stivale si attestava all’esiguo 1,5%.

Attorno alle 02.00, ora italiana, gli esperti si sono però accorti di un quadro differente: il satellite ha iniziato una discesa in atmosfera con una velocità decisamente più lenta rispetto a quando preventivato e, non ultimo, seguendo traiettorie del tutto nuove e scarsamente prevedibili. Dopo i primi momenti di concitazione, i detriti avrebbero potuto infatti colpire anche zone affollate della Terra, è apparsa chiara l’esclusione dell’Europa da possibili impatti: il rottame spaziale si sarebbe abbattuto alternativamente su Canada, Africa e Oceano Pacifico, e così è effettivamente stato. Alcuni rifiuti spaziali, infatti, pare siano stati rinvenuti nelle aree attorno a Calgary, anche se la gran parte pare sia finita in mare.

Passata la paura, perché pare che i 26 pezzi dell’UARS non abbiano colpito né edifici e nemmeno individui, è emersa online una nuova notizia dello stesso tenore: fra cinque settimane il balletto delle previsioni si ripeterà, questa volta a causa di un satellite tedesco, il Rosat. Dal peso di 2,4 tonnellate, lo strumento aerospaziale è da tempo senza controllo, perché il suo sistema di guida è guasto. Le traiettorie potrebbero essere addirittura più funeste di quelle dell’UARS, ma al momento è decisamente prematuro scadere in ipotesi o in allarmismi ingiustificati: come la vicenda di oggi insegna, la caduta di oggetti dal cielo risulta più casuale rispetto ai modelli di impatto elaborati da istituti competenti come la NASA.

Fonti: TGCom, CronacaLive