In occasione di un colloquio di lavoro ci sono alcuni aspetti che vanno tenuti in considerazione se si vuole arrivare a un’assunzione da parte del capo o del recruiter. Già, perché la prima cosa da ricordare è che chi è dall’altra parte non guarda solo alle caratteristiche professionali del candidato, ma alla sua simpatia e affabilità. In altre parole: inconsciamente cerca una sorta di amico con cui star bene sul luogo di lavoro.

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Questa non è un’affermazione isolata ma è il risultato di un preciso studio effettuato da un’università del nordovest degli USA, in cui si mostra proprio che l’assunzione dipende da come ci si approccia al colloquio di lavoro: chi riesce a mettersi in sintonia con l’intervistatore, risulta vincente. E il posto è suo.

«Che sia chiaro: i responsabili delle risorse umane cercano persone professionalmente qualificate per l’impiego in oggetto. Ma oltre a questo, vogliono persone con le quali star bene e – perché no? – che possano essere dei partner romantici».

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Così ha detto Lauren Rivera, la ricercatrice che ha curato lo studio che si è basato su 120 colloqui effettuati con responsabili delle assunzioni di banche, uffici legali e aziende di consulenza, dove è emerso addirittura che i sentimenti personali verso il candidato possono superare quelli legati al curriculum. Gli elementi più apprezzati sono – nell’ordine – la similitudine di carattere del candidato, il background professionale e l’autopresentazione.

«Non per questo, però, le aziende assumono persone poco qualificate. Gli intervistatori cercano anche una similitudine culturale coi candidati: che siano anche loro appartenenti alla middle class, formati nelle stesse facoltà e che abbiano da un lato gli stessi hobby e dall’altro che amino attività del tempo libero simili al selezionatore».

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Queste valutazioni – ritengono i ricercatori – sono di carattere generale e si adattano bene più in certi tipi di aziende che in altri. Se un ospedale cerca un cardiochirurgo o una società di costruzioni vuole assumere un ingegnere molto specializzato, le competenze professionali sono le uniche a essere valutate. Stesso discorso per le mansioni di livello inferiore, dove il curriculum conta più del fatto che si tifi per la stessa squadra di chi seleziona o che si sia una persona di carattere simile al responsabile risorse umane.

Fonte: Business News