Il Senato chiede a gran voce delle fiction che assomiglino più al modello neorealista e cerca di realizzare un progetto a questo scopo. Il Senato ha infatti organizzato un ciclo di seminari destinato agli operatori del cinema, della fiction e del teatro, chiamati a riflettere sui contenuti della narrazione audiovisiva e teatrale italiana, per giungere a un orientamento maggiormente neorealista.

Tre gli incontri previsti, a partire da oggi, al Teatro Eliseo di Roma, promossi dalla Commissione Giustizia del Senato e dalla Commissione Igiene e Sanità: crimine e giustizia, famiglia e sanità o malasanità e grandi biografie e romanzi storici.

Per neorealismo si intende quella corrente artistica collocabile in Italia dopo la fine del secondo conflitto mondiale, di cui fanno parte romanzi come “La noia” di Alberto Moravia, o film per il cinema come “Sedotta e abbandonata” di Pietro Germi. Questi lavori consistono in uno spaccato molto preciso sui luoghi o i tempi in cui si svolgono i fatti della narrazione. Il neorealismo è stato un fenomeno tutto italiano, come risposta a quello che nei paesi di origine anglosassone prendeva il nome di “postmodernismo”, teorizzato con tutte le sue correnti nel volume di Ihab Assan “Lo smembramento di Orfeo”.

Forse, non è il neorealismo che scarseggia nelle fiction italiane, basti pensare alle produzioni su polizia e carabinieri degli ultimi anni, alle biografie dei personaggi del Secolo Breve come Bartali e Rino Gaetano e, infine, a serie ispirate a vicende realmente accadute come quelle della Banda della Magliana in Romanzo Criminale. E allora, perché questo seminario?