I bambini e gli adolescenti molto di frequente vivono episodi di sonnambulismo, ma è un problema che di solito si risolve con la crescita.

Ma cos’è il sonnambulismo e quali sono le cause, è un fatto patologico o un fenomeno passeggero? Queste e altre le domande che rivolgono agli esperti le mamme preoccupate, quando guardano i loro bambini che parlano, chiacchierano con altre persone, camminano e gesticolano durante il sonno senza rendersi conto della realtà che li circonda.

I genitori non sanno proprio come comportarsi in questi casi. Il sonnambulismo, in realtà, non sempre è patologico, è un disturbo del sonno che può capitare di frequente ai bambini con analoghi precedenti familiari, ma anche ai bambini e agli adolescenti più tranquilli, che al risveglio però sono irritabili ed eccitati. Succede anche agli adolescenti che dormono con il cellulare sotto il cuscino: basta un piccolo trillo di un sms per innescare un episodio di sonnambulismo.

Se l’episodio si ripete, è comunque necessario capire cosa disturba il sonno del bambino: forse uno stile di vita sbagliato, forse è sottoposto a troppe sollecitazioni emotive e quindi ad uno stress psicologico. Ma cosa possono fare i genitori giustamente preoccupati? Intanto precisiamo che il sonnambulismo rientra nella categoria delle parasonnie, anzi è una parasonnia motoria e di solito compare tra i 4 e gli 8 anni, quindi nel periodo che va dall’infanzia alla adolescenza.

Oltre ai fattori genetici, cui abbiamo accennato, il sonnambulismo potrebbe dipendere anche da una difficoltà nel coordinare i centri nervosi che regolano il ritmo veglia-sonno. Un’eventuale terapia va adottata in base alla causa del disturbo. Comunque, è sconsigliabile una soluzione farmacologica nei bambini, se non si vuole ricorrere alla comune psicoterapia. Più opportuno sarebbe indagare sull’aspetto emotivo e su possibili problemi di cefalea.

E poiché l’attacco di sonnambulismo avviene 2-3 ore dopo essersi addormentati, si può provare a svegliare il bambino durante la notte e tenerlo sveglio per 5 minuti. Ma attenzione a non svegliarlo mentre è in fase di sonnambulismo, per non creargli disorientamento o uno shock che potrebbe provocare una reazione aggressiva da parte del bambino che in effetti continua a dormire, anche se parla o gesticola.

Non è semplice svegliare un sonnambulo e, nel caso in cui si riesca a farlo, il bambino può risultare confuso e non capire la situazione. Spesso, se non viene disturbato, torna a letto spontaneamente dopo circa 15 minuti, senza neppure ricordare quello che è successo. Ecco perché si consiglia di non svegliarlo, ma di provare a ricondurlo a letto, ma senza toccarlo con troppa insistenza.

Con alcune precauzioni: se lo trovate in cucina a trafficare con i coltelli o mentre si sporge dalla finestra, non bisogna assolutamente svegliarlo, ad evitare che, a causa della paura provata al risveglio, commetta gesti pericolosi per sé e per gli altri. Il sonnambulismo, che in genere è sporadico, è innocuo, ma bisogna fare attenzione anche alla sicurezza della casa. Ad esempio, non far dormire un bambino nel letto a castello, non lasciare le finestre aperte se si abita a un piano alto…