Ogni bambino è diverso dall’altro, anche per quanto riguarda il sonno. Ecco dei consigli che possono aiutarti in base all’età del piccolo.

Indubbiamente sono molte le persone che diventano genitori senza aver avuto prima alcuna esperienza con i bambini. Quando si decide di comprare un’automobile, o una lavatrice, di solito si dispone di un libretto di istruzioni; quando si lascia il reparto maternità dell’ospedale con un bambino in braccio, invece, al massimo si riceve una pacca sulla spalla e una frase non detta, del tipo ”Adesso arrangiati come puoi!”, insieme al benevolo sorriso di circostanza di un’infermiera.

Non si ha alcuna idea di come ci si debba comportare con un neonato, le cui uniche attività sono mangiare, dormire (non sempre) e fare pipì e popò per tutto il giorno. Questo ”non avere idea” provoca una sensazione di insicurezza, che spinge spesso a ricorrere al consiglio e all’aiuto di nonne e amici, forse addirittura più inesperti e impreparati a dover affrontare nottate intere, alle prese con un neonato che del sonno proprio non ne vuol sapere.

I genitori devono formare un fronte comune

Le lunghe notti insonni e i giorni senza riposo possono sconvolgere la vita familiare, provocando i seguenti problemi:

*La carenza di sonno del bebè può dare il via ad altri conflitti, latenti all’interno della copia. Solo la bravura dei genitori, che sta nella capacità di affrontare insieme il problema della routine veglia-sonno, può non dare luogo ad altri problemi.

*A volte, invece, alcuni genitori che non hanno grossi problemi legati alle loro personali necessità di sonno, non si mettono d’accordo per trovare una soluzione pratica per risolvere i problemi ”notturni” del loro instancabile angioletto che resta sveglio tutta la notte. Questi comportamenti non chiari lanciano al piccolo dei messaggi contrastanti, confondendolo, perché non sa esattamente cosa ci si aspetti da lui.

A domani…