Il sorteggio” è stata una fiction decisamente innovativa. Innanzitutto per il tema trattato, il terrorismo degli anni di piombo, e in secondo luogo perché, per la prima volta dopo tanto tempo, il suo protagonista non è un delinquente ma un operaio diviso tra paura e senso del dovere. Ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore, il giornalista Giovanni Fasanella, autore tra l’altro di molti libri che raccontano la cosiddetta “storia invisibile” d’Italia.

“Il sorteggio” è stato finito di scrivere nel 1995, ma è stato realizzato da poco e mandato in onda dalla Rai solo qualche settimana fa: perché aspettare tanto per la lavorazione?

La domanda dovrebbe essere, innanzitutto, perché aspettare tanto a scrivere una storia del genere, dato che i fatti da cui prende spunto “Il sorteggio” sono ambientati alla fine degli anni ’70? La risposta sta nel fatto che gli anni di piombo hanno rappresentato un’esperienza traumatica per l’Italia intera, e anche per me che li ho vissuti in prima persona, e il nostro Paese ha difficoltà, molto spesso, a fare i conti con il passato, specialmente quando ci sono tanti morti di mezzo. “Il sorteggio” rappresenta quei fili scoperti, quei nervi sensibili, come la fabbrica, una sorta di acquario in cui nuotano come pesci i brigatisti: si tratta di una lettura del fenomeno che per molti anni è stata elusa, un passaggio assolutamente normale quando si sta cercando di superare un tale trauma. Si tratta di rimozione, che poi non è altro che allontanamento, motivato dalla paura di vedere le cose, soprattutto dentro di sé. La sceneggiatura è stata opzionata dieci volte, ma proprio per queste ragioni non è diventata un film, almeno finora.

Hai utilizzato il termine storia e non cronaca.

Sì, parlavo di storia in termini drammaturgici, il trauma degli anni di piombo non è ancora stato elaborato, per cui non si può ancora parlare di storia. Persino negli ultimi due decenni ci sono stati colpi di coda di vicende che non avevamo avuto il coraggio di esaminare a fondo, le cui radici non sono mai state estirpate, anche se il contesto socio – politico è molto differente.

“Il sorteggio” ha vinto la gara degli ascolti contro il Grande Fratello: come te lo spieghi? In TV mancano le alternative di qualità?

Il pubblico non è formato da beoti, per cui quando gli si offre un’alternativa di qualità l’afferra al volo. Il distacco di ascolti è stato davvero notevole e non ha raccolto solo le fasce di pubblico maggiormente acculturate.

L’anno scorso, il Senato aveva lanciato un appello affinché venissero realizzate più fiction neorealiste: cosa ne pensi?

Comprendo e appoggio la richiesta del Senato. C’è la necessità di raccontare sempre più di queste storie, come quella de “Il sorteggio”. Il nostro Paese è malato e non esiste migliore analista dell’arte e della cultura, solo attraverso queste si può dare maggiori consapevolezze. Soprattutto oggi più che mai, che la politica non è in grado di confrontarsi con la storia, andando alla base dei problemi che attanagliano la nostra società.

Negli ultimi anni, tra “Vallanzasca” e “Romanzo criminale” assistiamo a un’eroificazione del cattivo. Ne “Il sorteggio” il protagonista, Beppe Fiorello, è un buono: come mai questa scelta?

Mi interessava parlare di Tonino (il personaggio di Fiorello, ndr), per tracciare un punto di vista assolutamente inedito, quello dell’operaio, del comune cittadino, che non solo non sapeva esattamente cosa stava accadendo intorno a lui, ma era anche attanagliato dal dubbio su da che parte stare. Volevo raccontare quell’area grigia di cui nessuno ha raccontato. Peraltro, il finale è stato cambiato. Ho scritto la prima stesura della sceneggiatura a seguito del primo corso che ho frequentato. Nel primo finale, scritto per il cinema, dove si possono dare contenuti maggiormente crudi, Tonino decideva di affrontare il processo ma questo non si teneva per la mancanza del numero legale, proprio come accadeva nella storia da cui ho preso spunto. Credo che la Rai abbia voluto diffondere un messaggio, un incitamento al coraggio.

Nella gallery più in basso possiamo vedere alcune immagini de “Il sorteggio”, che ritraggono in particolare Beppe Fiorello, Giorgio Faletti e Gioia Spaziani. Ringraziamo l’ufficio stampa Story Finders per avercele fornite.