Si parla spesso di quanto, anche in Italia, il taglio cesareo venga praticato anche in caso di non effettiva urgenza. Quello che emerge da una recente ricerca condotta in Brasile, tuttavia, sembra mettere in luce alcuni aspetti inediti di questo intervento chirurgico.

I bambini nati con taglio cesareo, infatti, sarebbero maggiormente predisposti a soffrire di obesità durante la crescita. Il perché di questa correlazione, tuttavia, è ancora in fase di studio. Per il momento un team di studiosi ha sancito l’esistenza di un legame tra l’aumento del peso corporeo e la modalità con la quale un neonato viene al mondo. Potrebbe trattarsi di conseguenze determinate dall’intervento chirurgico, ma le ipotesi che ruotano intorno all’argomento sono diverse.

Galleria di immagini: Gravidanza e travaglio

Su oltre 2000 persone in forte sovrappeso analizzate dai ricercatori, di età compresa tra i 23 e i 25 anni, il 15% è nato attraverso un parto cesareo mentre solo il 10% da madri che hanno partorito in modo naturale. Una possibile spiegazione di questa disparità riguarda la mancata esposizione dei neonati nati chirurgicamente ai batteri benefici localizzati nel canale del parto.

Se questo contatto non avviene, infatti, un bambino necessita di più tempo per accumulare batteri definiti “buoni” che influenzano positivamente il metabolismo. Gli adulti obesi, inoltre, tendono ad avere una quantità di questi microrganismi inferiore nel loro tratto digestivo rispetto alle persone normopeso.

Secondo gli esperti, in ogni caso, un ruolo determinante svolge il peso della madre: i figli di mamme obese, infatti, hanno maggiori probabilità di avere problemi di peso in futuro. La condizione di forte sovrappeso, inoltre, rappresenta uno dei più comuni motivi che rendono necessario il taglio cesareo.

Per il dottor Ian Campbell, professionista in materia di nutrizione e dietologia, lo studio in questione solleva toppi interrogativi.

“Questa è una scoperta molto interessante, che è difficile da interpretare senza conoscere il peso delle madri durante la gravidanza.”

Secondo un’altra possibile interpretazione dello studio, le donne che hanno subito un taglio cesareo hanno meno probabilità di allattare al seno, attività che aiuta a prevenire l’obesità nei bambini. Se la predisposizione all’obesità fosse realmente determinata in fase di nascita, è chiaro che la scelta di praticare un taglio cesareo dovrebbe essere ancora più ponderata.

Sembra infatti che in Brasile, dove è stato svolto lo studio, oltre il 44% dei neonati nasca con parto cesareo, e anche in Italia le polemiche sulla scelta di non partorire in modo naturale anche in condizioni ottimali non mancano.