E alla fine Augusto Minzolini non rinuncia alla sua fama di manipolatore dell’informazione. Almeno stando al Popolo Viola, che ha subito gridato allo scandalo, a seguito del servizio mandato in onda dal TG1 delle 13,30.

Si parlava della sentenza in secondo grado di Marcello Dell’Utri, cui è stata confermata la condanna, anche se è stata diminuita a sette gli anni la pena da scontare. Una notizia apparentemente di secondo piano, data dopo la morte del povero Pietro Taricone, news in cima alla lista. Ma da un po’ di tempo alcune news di politica diventano “sfondo” per il TG1, generando dissenso, soprattutto verso l’operato del suo direttore.

Non solo: il TG1 non risparmia frecciatine alla magistratura palermitana, spiegando che, poiché Dell’Utri era stato assolto per insufficienza di prove, che poi erano le accuse di inaffidabili pentiti, per i reati di mafia dopo il 1992, non sussistono le ipotesi dei collegamenti Stato – mafia.

Che Minzolini abbia dato vita a un nuovo corso del TG1 non ci sono dubbi: si tratta di un corso controverso, che sembra ricevere critiche da quando si è insediato. Soprattutto per ciò che riguarda l’operato dei giornalisti che Minzolini dirige, e che ancora non ha epurato, si generano perplessità.

Dopo le epurazioni, Minzolini sembra aver fatto quadro intorno ai suoi fedelissimi, ma si crea come sempre un dilemma. L’italiano medio, dietrologo per definizione, potrebbe pensare che sia solo il “bavaglio” che Minzolini costringe a portare a chi lavora con lui. E se, invece, i giornalisti rimasti fossero d’accordo con il suo pensiero?