UPDATE: Le redazioni dei telegiornali accusati hanno risposto alla protesta, ribadendo come le testate abbiano concesso spazio alla manifestazione delle popolazioni terremotate. Il TG2, in particolare, ha diramato una precisazione lo scorso 19 giugno, mentre il TG1 ha concesso un breve spazio alla vicenda nelle edizioni mattutine del 17 giugno.

I cittadini di L’Aquila contro il direttore del TG1 Augusto Minzolini, con in mezzo, nel ruolo di “cassa di risonanza” per la protesta, Facebook.

Sono questi i punti chiave degli avvenimenti che hanno portato la popolazione aquilana, colpita dal terribile terremoto dello scorso anno, ad indire il “No TG1 day”: un atto di protesta per sottolineare e stigmatizzare l’oscuramento subito da parte del principale telegiornale nazionale, che non ha dedicato spazio alla manifestazione indetta dai cittadini aquilani lo scorso 16 giugno per chiedere agevolazioni fiscali e spiegazioni sui ritardi della ricostruzione rispetto a quanto promesso dalle Istitutioni all’indomani del disastro.

Una protesta che non è stata evidentemente ritenuta degna di menzione da Minzolini, già in passato finito tra le polemiche per alcune prese di posizione discutibili, il quale ha preferito “tagliare” le notizie provenienti da L’Aquila scegliendo di trattare altre news nel suo telegiornale, il che è stata la stessa linea seguita dal TG2, finito anch’esso nel mirino delle legittime proteste degli abitanti del capoluogo abruzzese.

“Portavoce” della protesta è stato quindi Facebook, dove è nato un apposito gruppo per dare voce ai cittadini arrabbiati e a quanti richiedono un’informazione libera, come recita il manifesto pubblicato sulle pagine del social network:

Ventimila persone in strada, nell’Aquila terremotata, un’intera città a ricordare che la situazione nel cratere è ancora disperata. Amministratori pubblici di destra centro e sinistra, di ogni ordine e grado che per primi occupano l’autostrada. Una delle manifestazioni più forti e significative degli ultimi anni. Eppure il Tg1 e il Tg2 hanno ignorato la notizia. Solo Tg3, La7, Tg5 e Sky hanno trattato l’argomento.

E ancora:

Per Augusto Minzolini invece la manifestazione aquilana è stata ritenuta meno interessante di un servizio dedicato nientemeno che alla Nutella. Per il Tg2 questa volta non c’è stato spazio per i terremotati perché bisognava parlare assolutamente dei danni derivanti dagli interventi estetici. Un’emergenza nazionale. E in generale la reale situazione del cratere sismico, dove ci sono 16mila disoccupati, milioni di metri cubi di macerie ancora da rimuovere, una città ancora da ricostruire, centinaia e centinaia di persone che dormono ancora in garage, baracche e divani di amici e parenti perché le Case e Map non sono per tutti, per questi dipendenti pubblici dei Tg della Rai, pagati dai contribuenti profumatamente, non sono una notizia, a differenza delle sagre di prodotti tipici in Val Brembana e Cisternino, dei reportage sui gatti, sui cardellini, o sulla passione degli italiani per la pastasciutta, delle tette al vento di qualche velina, parperina, letterina al mare. GIORNO 1 LUGLIO METTIAMO TUTTI LA FOTO CHE VEDETE IN QUESTO EVENTO, DICIAMO NO AL TG1 NOI VOGLIAMO UN INFORMAZIONE LIBERA…

Il 1 luglio è quindi il giorno scelto per la protesta ufficiale che riguarderà, oltre alla richiesta di non seguire più il TG1 e il TG2, anche l’utilizzo di un’emblematica immagine con il logo del TG1 sormontato da una “X” rossa: chiaro messaggio di come sia venuto a mancare quell’indispensabile rapporto di fiducia tra il TG1 e una parte dei suoi telespettatori.