Una svista rischia di trasformarsi in accesa polemica politica: il TG1 ieri ha annunciato date errate per i prossimi referendum, invitando gli elettori a recarsi alle urne il 13 e il 14 anziché il 12 e il 13 giugno. E sui social network è già guerra contro il telegiornale della prima rete Rai.

L’episodio è avvenuto nell’edizione delle 13.30 di ieri, quando nei titoli di presentazione delle notizie è stata annunciata una tornata di voto, almeno a livello temporale, inesistente. Una mancanza d’attenzione che si sarebbe potuta verificare in qualsiasi redazione, ma che dal TG1 desta ancora più scalpore. Questo perché l’informazione di Augusto Minzolini è da tempo sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica e, dopo lo scandalo dell'”assoluzione” di Silvio Berlusconi dai processi in cui è imputato, c’è chi sospetta che la svista sia tutt’altro che casuale.

Galleria di immagini: Tiziana Ferrario

Non sveleremo di certo un segreto nel ricordare come il TG1 sia stato accusato di essere spiccatamente filogovernativo, questione questa non solo confermata dai sospetti del pubblico, ma anche dalle sanzioni dell’Agcom e dalla recente apertura di un’inchiesta sul direttore e sul Premier per abuso d’ufficio, dopo l’intervista a Berlusconi a reti unificate. Il fatto che il telegiornale si sbagli proprio sul referendum, argomento dichiaratamente non gradito dalla maggioranza, fa di certo storcere il naso.

Tuttavia quest’ultima illazione, sollevata con prepotenza dal popolo della Rete, non trova conferma ufficiale dalla redazione stessa del TG1 che, al momento, non ha commentato la vicenda. Data la natura dell’intervento e considerato come in altre occasioni lo stesso TG abbia fornito date esatte per i prossimi referendum, è lecito ritenere che questa volta non si tratti di un complotto ma di una vera, ma forse poco giustificabile, svista dei giornalisti Rai.