Il Titanic non è affondato per la troppa velocità ma per un banale e fatale errore del timoniere. Sarebbe questa la rivelazione choc fatta dalla nipote dell’uomo che, a distanza di quasi 100 anni, ha deciso di far emergere la verità su quella drammatica notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912.

In quell’occasione, oltre 1500 passeggeri persero la vita a causa del violento scontro della nave con un iceberg. La versione ufficiale sulla causa del disastro era sempre stata quella dell’eccessiva velocità a cui viaggiava il transatlantico e, quindi, dell’impossibilità per l’equipaggio di accorgersi in tempo del pericolo di ghiaccio davanti a loro.

Ma, la nipote del timoniere Charles Lightoller, il Titanic avrebbe avuto tutto il tempo per evitare la collisione, se non fosse stato per il fatale errore del suddetto Lightoller.

Il secondo ufficiale, infatti, avrebbe sbagliato la direzione della manovra di viraggio e non avrebbe avuto più il tempo per rimediare. Charles non ebbe il coraggio di ammettere la verità dei fatti, perché temeva il fallimento economico dei proprietari del transatlantico e il licenziamento dei suoi colleghi di lavoro.

Così, il terribile segreto è rimasto custodito dalla famiglia Lightoller per quasi un secolo ma ora la nipote ha deciso di rendere pubblica la vera dinamica dei fatti andando incontro, forse, al risentimento delle generazioni successive dei familiari delle vittime.