Il trono di spade”, opera tratta dal ciclo di romanzi fantasy di George R.R. Martin, è la nuova serie evento trasmessa da SKY Cinema, che accompagnerà gli spettatori per la durata complessiva di dieci puntate.

Dopo “I Borgia” e “Mildred Pierce”, SKY continua a sostenere la diffusione di serie TV che esulano dai tradizionali generi e canoni, puntando più sulla qualità di prodotti letterari e storici piuttosto che sulla quantità di serie lunghe e corpose.

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Tuttavia la ricerca della qualità televisiva non finisce qui: l’impegno profuso in una produzione non banale è ben visibile nel taglio cinematografico dato alle puntate e nella scelta degli attori, tutti provenienti dall’Olimpo di Hollywood.

Il trono di spade” ci trasporta in un universo fantasy estremamente complesso e articolato. Martin ha immaginato l’esistenza di Sette Regni, ognuno assegnato a una casata ben precisa, tutti in lotta tra loro per la conquista del potere. I personaggi sono moltissimi, tra cui spicca il protagonista assoluto, Eddard Stark, interpretato da un invecchiato ma sempre bravo e affascinante Sean Bean.

Ogni personaggio è la porta che si apre su storie lunghe e complesse: è nota l’inclinazione di Martin a dedicare interi volumi dei propri romanzi a personaggi secondari, abbandonando il sentiero principale. Questa complessità narrativa, potenzialmente difficile da gestire, diventa sullo schermo televisivo ben meditata e presentata dai due abili sceneggiatori David Benioff e D.B. Weiss, che hanno adattato il testo in modo tale da attirare chiunque, non solo gli assidui lettori di Martin.

Inoltre, un buon merito al fascino della serie proviene dalla regia e dalla colonna sonora. La regia sfiora appunto gli stilemi del cinema, allontanandosi da pratiche televisive già note al grande pubblico. La costruzione delle sequenze è spesso complessa, esulando da tecniche televisive che semplificano e sminuiscono il racconto. La regia è supportata da una fotografia molto curata, forse l’elemento che maggiormente spicca in tutta la serie: l’immagine si nutre di atmosfere e colori cupi che ricordano molto i romanzi gotici e i miti di ispirazione nordica e celtica. A questo si aggiungano costumi e scenografie ben realizzate e piuttosto verosimili, prive di quella sensazione di fasullo che spesso caratterizza le ambientazioni televisive.

La colonna sonora, a partire dall’interessante e coinvolgente sigla, assume toni drammatici e sottolinea e commenta costantemente i fatti della narrazione. Al di là della componente formale, “Il trono di spade” si distingue per la morbosità con cui sono presentate scene di sesso e violenza, mostrate con dovizia di particolari.

La nudità femminile è messa sempre in mostra, attrattiva che di sicuro spinge gran parte del pubblico a seguire la serie nonostante alcune difficoltà della trama; le figure femminili non sono comunque solo pretesto per sequenze erotiche, ma hanno una parte fondamentale nell’intera economia del racconto, dato che spesso sono proprio le donne – regine, madri, guerriere o meretrici – a muovere le sorti del racconto.

Le scene di violenza rasentano talvolta lo splatter nel corso di combattimenti veloci e al cardiopalma che strizzano l’occhio a tanto cinema storico e fantasy degli ultimi anni. Il tutto è abbellito da sentimenti e riflessioni universali che immediatamente riescono a colpire lo spettatore e a coinvolgerlo in quella che sembra un’avventura infinita.

La serie, quindi, presenta elementi notevoli che puntano su una qualità molto alta. SKY Cinema diventa così un diretto concorrente dei canali Fox, dimostrando che anche la TV può veicolare grandi produzioni e oltrepassare il mero intrattenimento.