È la principale causa del tumore dell’utero e colpisce in media il 75% delle donne sessualmente attive. Si tratta del Papilloma Virus, detto anche “HPV”, virus diffusissimo che per fortuna nella maggior parte dei casi tende a scomparire da solo senza nemmeno dare sintomi della sua presenza.

Se però resta, e non viene diagnosticato, può trasformarsi nella principale causa di molte malattie gravi come appunto alcune forme tumorali dell’apparato sessuale femminile. Come se non bastasse si pensa abbia persino un ruolo nella comparsa di malattie infiammatorie e autoimmuni come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide. Un’arma contro questo nemico della salute femminile chiamato Papilloma virus però c’è, ed è la vaccinazione, già effettuata su larga scala fin dal 2007 a favore delle neo adolescenti italiane.

È questo infatti il momento migliore per una donna in cui iniziare a prevenire il Papilloma virus, cioè prima di qualsiasi rapporto sessuale possibile fonte di contagio. Vaccinarsi non serve però solo alle giovanissime, e si stanno rilevando ottimi risultati anche sulle donne mature, le quali traggono comunque grandi benefici in termini di prevenzione.

Il vaccino è considerato efficacissimo, e come dimostra anche un recente studio pubblicato su Lancet ed eseguito da un’equipe australiana, previene le lesioni della cervice che sono la prima causa del tumore del collo dell’utero. Il rischio di ammalarsi seriamente viene così abbattuto drasticamente.

Gli autori dello studio fanno sapere che i risultati da loro presentati sono il primo esempio dei successi di una vaccinazione su larga scala, iniziata in Australia nel 2007, sempre a favore delle ragazze più giovani. Si può quindi ipotizzare che gli stessi effetti positivi si avranno anche sulla donne italiane, alle quali, sempre dal 2007, viene somministrato il vaccino gratuitamente. La campagna, proposta all’epoca dal Ministro della salute Livia Turco ha coinvolto migliaia di adolescenti, con un ottimo successo.

Nella fascia d’età interessata, cioè quella di tutte le adolescenti nate dal 1997 in poi, oltre il 59% ha aderito all’iniziativa sanitaria, e risulta quindi coperta dal vaccino. Inoltre il Ministero ha recentemente approvato un allungamento a 25 anni dell’età entro la quale è possibile usufruire di prezzi agevolati per la vaccinazione.

Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione contro l’HPV è sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali pericolosi per la salute della donna.

Per tutte le donne è comunque opportuno sottoporsi periodicamente al PAP test, che è raccomandato dai 25 ai 64 anni di età, in modo da effettuare una diagnosi precoce di eventuali lesioni e infezioni, a lungo andare pericolose per la salute.