Sono trascorsi vent’anni dal giorno in cui la giornalista di Rai3, Ilaria Alpi, venne uccisa a Mogadiscio dove si trovava come inviata del  TG3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali in cui probabilmente lei stessa aveva scoperto essere coinvolti anche l’esercito ed altre istituzioni italiane.

Un giallo ancora irrisolto che la vede protagonista assieme a Miran Hrovatin, suo operatore in quei giorni. I due furono trovati inermi all’interno di una gip; la perizia della polizia scientifica ricostruì la dinamica dell’azione criminale, stabilendo che i colpi sparati dai kalashnikov erano indirizzati alle vittime, poiché l’autista e la guardia del corpo rimasero indenni.

Per non dimenticare la Rai celebra oggi il ventesimo anniversario dalla tragica uccisione mandando in onda su Rai3 “La strada della verità“: un documentario per chiedere giustizia e verità per la giornalista. Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi ha così commentato la triste ricorrenza: “Si cerca di far luce, è l’obiettivo di questa trasmissione, ricordare il sacrificio di queste due straordinarie persone ma anche di rifare impulso a questa indagine. La Rai non smetterà di continuare a chiedere che sia fatta piena luce su quello che è successo“.

Una vicenda che unisce misteri, traffici di armi e rifiuti tossici.La presidente della Rai, Anna Maria Tarantola: “Nel ventesimo anniversario del terribile assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la Rai dedicherà ampio spazio alla vicenda perché riteniamo che sia questo il modo per onorare questi due nostri colleghi e per svolgere a pieno il nostro compito di servizio pubblico“. E la mamma Luciana interviene così: “A vent’anni di distanza non ho nè verità nè giustizia. Aspettiamo sempre“.