I proprietari di immobili storici locati non sono più soggetti alla tassazione che prevedeva l’applicazione dell’Irpef sulla rendita catastale.

Si sa, infatti, che l’Irpef era determinata applicando la tariffa d’estimo di minore importo tra quelle previste per le abitazioni nella zona censuaria in cui era situato l’immobile.

Infatti, per gli immobili storici non locati o concessi in comodato d’uso gratuito e quelli utilizzati in uso promiscuo dal professionista, dal 2012 l’imposta sui redditi è assorbita dall’Imu, invece per quelli dati in locazione e quindi soggetti all’imposta municipale non è previsto l’assorbimento dall’Imu.

Il Dl 16, quindi, ha cercato di alleggerire il peso della nuova tassazione introducendo per gli immobili storici dati in locazione l’abbattimento forfetario del canone del 35%. Un trattamento di favore, per gli immobili locati, in vigore dal 2005 e 2006, dopo che l’Amministrazione finanziaria si era adeguata a quanto disposto dalla Cassazione, che in sostanza aveva affermato l’irrilevanza del reddito da locazione per gli immobili di interesse storico ed artistico.

La regola catastale, introdotta dalla legge 413/1991, si applicava non solo per gli immobili storici ad uso abitazione, ma anche per gli immobili diversi quali, ad esempio, negozi e uffici. Tuttavia il Dl 16/2012 ha abrogato la norma del 1991 anche per questi immobili, per i quali si passa ora alla regola ordinaria in vigore per i redditi fondiari, che prevede la tassazione dell’importo maggiore fra canone di locazione, ridotto forfetariamente del 35% e rendita catastale, rivalutata del 5% così come previsto dall’articolo 37 del Tuir, ma rimane l’ulteriore abbattimento per i canoni concordati.

L’abbattimento forfetario del canone del 35% solo per gli immobili storici, introdotto sempre dal Dl 16, ha cercato, quindi, di alleggerire il peso della nuova tassazione e si affianca all’abbattimento forfettario previsto per tutti gli altri immobili.

Questa norma, che entra in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011, è valida anche per la determinazione degli acconti Irpef da versare nel corso del 2012, in base alle disposizioni del decreto fiscale.