Approvata in Toscana l’equiparazione tra le aree degradate e le zone sottoposte a vincoli ambientali.

Il Consiglio Regionale della Toscana, infatti, ha dato l’ok alla modifica della normativa regionale che regola l’installazione di impianti fotovoltaici superiori ai 200 kW, che potranno essere realizzati anche nelle aree degradate, così come nelle aree soggette a vincoli ambientali.

Secondo l’assessore al governo del territorio Anna Marson, è un percorso indispensabile per garantire un corretto utilizzo del territorio e soprattutto delle aree vincolate. Nel nuovo programma della Regione Torcana rientra anche l’ipotesi di un nuovo piano paesaggistico regionale, che dovrebbe prevedere anche l’integrazione al Pit per le aree di notevole interesse pubblico.

La nuova normativa sugli impianti fotovoltaici in Toscana ci dà lo spunto per sottolineare la convenienza del fotovoltaico anche senza gli incentivi statali, visto che il tema fotovoltaico viene puntualmente ripreso da tutte le Regioni ed anzi esteso in altri ambiti, anche perché il fotovoltaico sembra destinato ad un futuro anche senza gli incentivi statali. Da non sottovalutare, poi, che al di là degli incentivi statali, le richieste sono aumentate e i prezzi sono scesi, rispetto al passato.

Vari gli studi che avvalorano questa tesi, a fronte dei tagli che il Governo ha attuato agli incentivi per il Solare nel più ampio quadro della promozione delle fonti rinnovabili. Superare la crisi degli incentivi è possibile, secondo uno degli ultimi studi sul Fotovoltaico condotto da Lux Research dal titolo “Turning Lemons into Lemonade: Opportunities in the Turbulent Photovoltaic Equipment Market”.

Il segreto del successo, o meglio della sopravvivenza, secondo lo studio Lux Research, consiste nel riuscire a rinnovare le linee produttive differenziandosi dai concorrenti. Sarebbe l’unico modo per contrastare la sfiducia generata dai tagli statali, che fanno temere la prima crisi del fotovoltaico, con le imprese che rischiano la chiusura e gli addetti il posto di lavoro.

Concorda l’Energy & Strategy Group del Politecnico Milano, che ritiene sempre conveniente l’investimento nel fotovoltaico anche senza i contributi del Governo, concessi attualmente al Quinto Conto Energia. L’Energy & Strategy Group, peraltro, punta sulla convenienza economica dell’investimento più che sul raggiungimento della grid parity, ovvero dell’equivalenza di costo tra energia fotovoltaica e non.

Come spiega Davide Chiaroni, vicedirettore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico Milano: «In realtà, il concetto di grid parity nella pratica assume più il significato di una misura di investimento, dal momento che include una vasta gamma di variabili, come l’incostanza della produzione di energia da parte di un impianto fotovoltaico. E i numeri cominciano a essere ragionevoli».