Il periodo dell’anno in cui le vacanze estive si fanno sempre più vicine è anche quello in cui ci si inizia a preoccupare di installare un impianto allarme nella propria casa. Il timore di molti, infatti, è che lasciando vuota la propria abitazione per diversi giorni, settimane o addirittura un mese, i ladri possano approfittarne, complice anche lo svuotamento delle città nei momenti di alta stagione.

Del resto, la paura non sembra tanto infondata: secondo l’ultimo rapporto Censis, i furti in casa in Italia sono uno ogni due minuti, cioè 29 in un’ora. A causa della crisi economica, negli ultimi dieci anni questi reati in particolare sono più che raddoppiati, rispetto ad altri reati in diminuzione, passando dai 110.887 denunciati nel 2004 ai 251.422 del 2013, con una crescita del 126,7%.

Cerchiamo allora di districarci tra le proposte di impianto allarme, per capire come scegliere l’antifurto, seguendo i consigli dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità.

La caratteristiche dell’impianto allarme

L’impianto d’allarme è generalmente composto da tre elementi fondamentali: la centrale (che con accumulatore e batteria consente il funzionamento dell’impianto anche senza elettricità); i rivelatori; i dispositivi d’allarme, (locali, come le sirene, o remoti, che si collegano al telefono del padrone di casa o a istituti di vigilanza).

Impianto allarme perimetrale

Come intuibile dal nome, l’impianto d’allarme perimetrale si installa lungo le pareti esterne della casa, e scatta nel momento in cui vengono aperti gli infissi esterni. Questo sistema – perfetto per la protezione notturna – permette a chi è in casa di muoversi liberamente anche quando è in funzione.

Impianto allarme volumetrico

L’impianto d’allarme volumetrico individua tramite i sensori il “volume” di un eventuale intruso in casa, rilevandone il movimento o la temperatura. Il vantaggio di questo impianto è che può essere attivato lasciando le finestre aperte, ma non può esserlo con persone all’interno della casa. Adatto alle partenze estive.

Impianto allarme con fili, senza fili, misto o integrato

Sia l’impianto allarme perimetrale che quello volumetrico sono in commercio con fili e senza fili.

L’impianto d’allarme cablato ha tutti i componenti collegati da fili incassati nei muri: il suo vantaggio è la sicurezza, perché basta che uno dei cavi venga tagliato perché scatti l’allarme. I costi d’installazione però sono più elevati perché necessitano anche di opere murarie, o quantomeno di canaline esterne.

Nell’impianto allarme senza fili gli elementi non sono collegati da cavi ma attraverso onde elettromagnetiche. Tra i vantaggi ci sono la continuità d’uso anche senza corrente e la facilità d’installazione, mentre lo svantaggio è costituito dalla possibilità di interferenze delle onde radio.

L’impianto misto, costituito da una parte cablata e una funzionante a onde radio, è utile quando si vuole ampliare un impianto esistente e non è possibile effettuare opere murarie. L’impianto integrato, infine, integra sistemi di protezione passiva e di protezione attiva, per esempio può consistere nel collegare la serratura elettronica della porta blindata con l’antifurto.