L’imprenditoria femminile è una realtà ormai molto presente nel tessuto produttivo italiano, anche in alcuni settori finora ritenuti di competenza prevalentemente maschile come l’high tech.

Secondo i dati resi noti dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, il numero di imprenditrici donne che scelgono di creare nuove imprese nel campo delle telecomunicazioni, del software e della ricerca scientifica, ha superato la soglia delle 12.000 unità.

Ma le buone notizie che contribuiscono a rendere ancora più florida la situazione dell’imprenditoria femminile non arrivano solo dall’Italia, basti pensare a quanto accade negli Usa, dove tra il 1997 e il 2011 il numero di aziende rosa è aumentato del 50%, mentre il tasso di crescita delle imprese maschili, nello stesso periodo, è aumentato soltanto del 25%.

Un interrogativo, tuttavia, sorge spontaneo: perché le donne se la cavano meglio nell’era digitale? In parte questo fenomeno può essere attribuito alla necessità: sempre più spesso i nuclei familiari devono fare affidamento non più solo sul reddito del capo famiglia, ma anche sul salario della donna di casa. Quindi la possibilità di vestire i panni di un’imprenditrice può essere un buon modo di contrastare il pesante clima economico, nel quale le famiglie mono reddito non sono più la maggioranza.

L’era digitale, in un certo senso, favorisce l’integrazione femminile nel mercato del lavoro: negli USA, ad esempio, molte aziende al congedo di maternità preferiscono la soluzione del telelavoro e della flessibilità, agevolando le donne da sempre alla ricerca di un equilibrio stabile per conciliare carriera e famiglia.

Le donne sembrano possedere le abilità giuste per eccellere nella Web Economy. Numerosi studi confermano infatti che le esponenti del sesso debole hanno tutte le carte in regola per essere perfette imprenditrici digitali: tra le qualità riconosciute al mondo rosa compaiono la capacità di leggere tra le righe, di cogliere le emozioni che si nascondono dietro un’espressione facciale o mascherate nel linguaggio del corpo. L’apertura verso il dialogo e la capacità di trasformare il dibattito in una critica costruttiva, inoltre, portano alla definizione di una squadra di lavoro solida e compatta, più propensa a cogliere al meglio le esigenze e le richieste del cliente.

A differenza degli uomini, inoltre, le donne prediligono progettare e investire a basso rischio, anche accettando rendimenti più bassi spinte dalla volontà di avviare una nuova attività per realizzarsi nella sfera personale piuttosto che fare soldi a tutti i costi.

In questo senso l’economia digitale si presta bene all’indole femminile, offrendo una vasta gamma di opportunità a basso rischio come blogging, e-commerce, sviluppo di servizi basati sul Web, tutte risorse che hanno bassi costi di avvio e alta fattibilità d’impresa.

Fonte: Mashable