Per l’imprenditoria femminile made in Italy arriva un primato decisamente importante: la longevità e la capacità di resistere alla crisi delle imprese rosa fanno conquistare alla nazione il record europeo relativo al numero di imprese gestite da donne.

Non solo l’imprenditoria femminile non teme la recessione, mostrando una maggiore capacità di superare i problemi economici delle aziende con a capo esponenti del sesso forte, ma rappresenta un settore in continua espansione sebbene con evidenti differenze a livello regionale.

Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, si presenta come il contesto ideale per la nascita e lo sviluppo di aziende rosa, e condizioni favorevoli caratterizzano anche alcune regioni del centro come l’Umbria e l’Emilia Romagna. Al Sud, invece, la situazione cambia decisamente, soprattutto in Sicilia, Puglia e Campania.

A mettere in evidenza questo primato italiano è l’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile per conto dell’Ufficio studi di Confartigianato. L’Italia è al primo posto nella classifica europea, seguita dalla Germania, e vanta solo nell’anno 2011 oltre un milione e cinquecentomila imprenditrici donne attive lungo tutto lo stivale.

Si tratta di un record che acquista ancora più valore se si pensa alle condizioni, non sempre favorevoli, che riguardano ad esempio il rapporto tra le micro imprese femminili e le banche. Solo pochi giorni fa, infatti, lo stesso Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha sottolineato come le donne a capo di piccole attività autonome siano penalizzate nell’accesso al credito.

Motivo di orgoglio per l’imprenditoria rosa in Italia è anche la grande capacità delle donne di conquistare l’high-tech: anche in alcuni settori lavorativi maschili, come l’elettronica, la robotica, la chimica farmaceutica e la produzione di software, infatti, le imprese rosa non temono confronti e il numero di professioniste che sceglie la strada dell’alta tecnologia, avviando attività in proprio innovative, è in continua ascesa.

Fonte: Pmi.it