Finalmente una testimonianza ufficiale e meritocratica che riconosce l’efficienza e la produttività apportata da un CdA femminile nelle aziende.

Anche se non c’era bisogno di specificare la professionalità e la capacità femminile sul campo lavorativo, noi di OneWoman citiamo più che altro i lodevoli numeri delle performances ottenute grazie all’operato femminile: 53% è la soglia dei migliori rendimenti delle imprese ad alta concentrazione”rosa”.

Maria Grazia De Angelis, presidentessa AISL_O, Associazione Italiana di Studio del lavoro per lo sviluppo organizzativo, afferma infatti che:

“Le aziende con un’alta rappresentanza di donne nei Consigli di Amministrazione ottengono risultati finanziari significativamente superiori, in media, rispetto alle aziende con una minore rappresentanza di donne”

Le donne nelle imprese, come attesta l’ultimo numero dei “Quaderni di ricerca sull’Artigianato” e come commenta la De Angelis, sono in grado di attrarre maggiore capitale e migliorare le performances, il che influisce positivamente sull’andamento globale dell’impresa.

Qual è la situazione in Italia? La De Angelis sembra voler vedere la situazione rosea (precisamente, “molto vivace e prolifica”) e il fatto è che le imprese con CdA misto hanno fronteggiato la crisi molto meglio di quelle a gestione unicamente maschile. Inoltre, le società prettamente femminili, tra il 2001 e il 2007, sono risultate anche essere quelle che hanno prodotto maggior fatturato (oltre 200 milioni di Euro l’anno, incrementando i ricavi generali).

L’unico dato negativo è che in Italia (ancora, e purtroppo) sono molte poche le società quotate in Borsa che possono vantare un CdA in parte o totalmente femminile. La Commissione Europea deve andare a cercare fino al 29mo posto (su 33 totali) la presenza del nostro Paese in questo settore.

Un esempio pratico? Nello Stivale, solo il 4% di donne è nel CdA, mentre la media europea rosa è dell’11%.