A trenta protagoniste dell’imprenditoria femminile italiana è dedicata una mostra fotografica che raccoglie gli scatti di Antonio Barrella, autore del volume “Nel segno di Minerva”: trenta donne in carriera, manager e imprenditrici attive nei settori più disparati, dall’agricoltura alle calzature, dall’edilizia alla sanità, moda e viaggi compresi. Un ritratto dell’imprenditoria femminile illustrato attraverso inediti scatti d’autore e accompagnato dai racconti e dai commenti di queste “modelle” d’eccezione, che parlano delle loro scelte e dei loro pensieri.

Il volume è stato realizzato dalla realizzato dalla società di divulgazione culturale NEDE Comunication & Publishing grazie al Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile della Camera di Commercio di Roma. Trenta donne, quindi, appartenenti a diverse età e differenti realtà imprenditoriali con un unico comune denominatore: la scelta di mettersi in proprio e investire fatica e competenze personali nella realizzazione di un progetto di lavoro.

Tra le imprenditrici e manager ritratte troviamo Eleonora Moccia proprietaria del brand di calzature che porta il suo nome, Roberta Angelini dell’Azienda movimento terra, Ida Benucci dell’omonima galleria romana e Francesca Patania titolare di un’impresa che si propone di lavorare materiali da riciclo.

Il libro fotografico rappresenta un omaggio alle donne che investono nel proprio lavoro dando una spinta notevole all’economia italiana, concetto ribadito anche da Alberta Parissi, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile di Roma e provincia.

«L’imprenditoria femminile è un’opportunità per le donne di avere maggiore rispetto della meritocrazia, negata, nella migliore delle ipotesi sottostimata, in molti altri settori del lavoro e della politica. L’intraprendere, inoltre, è connesso indissolubilmente al senso di responsabilità. Questi due elementi per le donne a mio avviso sono legati all’etica, al rispetto per l’ambiente, per i diritti, all’attenzione verso la qualità della vita, alla necessità di bilanciare il tempo lavoro e il tempo privato. La loro sintesi può produrre un modello di equilibrio che tutti auspichiamo.»