Intraprendenti e vincenti anche in tempo di crisi: nell’ultimo anno e mezzo, nonostante la congiuntura sfavorevole, le donne lavoratrici hanno saputo fronteggiare al meglio le sfide imprenditoriali.

Il secondo rapporto nazionale di Unioncamere, infatti, segnala che a metà del 2010 le imprese femminili erano 1 milione e 421mila, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre contemporaneamente le aziende maschili hanno perso oltre 17mila unità (-0,4%).

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Fra i settori in crescita spicca il terziario con servizi di alloggio e ristorazione (+4.346), il commercio (+4.129) e le costruzioni (+4.016). In evidenza, in particolare, i dati provenienti dal Mezzogiorno dove si è registrato un +0,4% nelle aperture di attività gestite da donne.

Alla fine di giugno 2010 il tasso di femminilizzazione era del 26% al netto delle isole e del 36% includendo Sicilia e Sardegna; la regione con il maggior numero di aziende rosa è il piccolo Molise (30,2%), a cui si affiancano sul podio la Basilicata (27,9%) e l’Abruzzo (27,7%).

Dati davvero incoraggianti che la dicono lunga sulla perseveranza e sulla determinazione delle donne, che anche in tempo di crisi sono state in grado di rimboccarsi le maniche e creare e far crescere nuove opportunità di lavoro.

Una risorsa, quelle delle donne, che andrebbe maggiormente valorizzata e premiata,  ricchezza fondamentale per lo sviluppo del nostro paese che per ripartire non può fare a meno della passione, della forza e dell’ottimismo della sua parte rosa.