Le imprese familiari sembrano sopravvivere alla crisi economica, riuscendo anche a offrire posti di lavoro contribuendo alla crescita dell’occupazione in Italia. Il numero di dipendenti tra il 2007 e il 2009 in questo tipo di aziende, infatti, è aumentato del 12 per cento.

Per le imprese familiari, quindi, la situazione è ben più rosea se confrontata con le conseguenze negative che la crisi economica ha provocato nelle aziende statali, nelle cooperative, nelle imprese individuali e anche nelle filiali di grandi multinazionali.

A rivelare i dati positivi delle imprese familiari italiane, di medie e grandi dimensioni, è l’Osservatorio AUB realizzato da Bocconi in collaborazione con AIdAF (Associazione italiana delle aziende familiari), gruppo UniCredit e Camera di Commercio di Milano.

Le imprese italiane a gestione familiare con fatturato superiore ai 50milioni di euro sono circa il 57 per cento, e nonostante i dati positivi relativi alla ripresa, anche per quanto riguarda la crescita della redditività, è necessario sottolineare che il numero di aziende basate sul family business si è comunque ridotto nel corso dell’ultimo anno, perdendo oltre 320 unità, fenomeno che ha coinvolto diverse regioni fatta eccezione per Lazio, Puglia, Sicilia e Trentino Alto Adige.

Quali sono i punti di forza delle imprese familiari? Si parla di strutture familiari solide, forti, incentrate prevalentemente sulle risorse umane che ne fanno parte. Ecco come Guido Corbetta, titolare della Cattedra AIdAF-Alberto Falck di Strategia delle aziende familiari alla Bocconi, illustra come sarà il futuro delle aziende in futuro.

«La sfida che le imprese familiari dovranno affrontare nei prossimi anni è quella della complessità. Le imprese familiari tendono a mantenere strutture proprietarie e gestionali piuttosto semplici, forti dei buoni risultati che queste conseguono. Quando la strategia si fa più complessa, anche la struttura deve diventare più complessa rendendo necessari innesti manageriali dall’esterno, che tuttavia occorre imparare a saper gestire con equilibrio.»

Fonte: Aidaf