Da quando il Governo tecnico del prof. Monti ha messo in opera il tanto discusso decreto salva Italia, il principale argomento di discussione è stata sicuramente l’Imu.

Una nuova imposta cha va a sostituire la vecchia Ici e che ha acceso gli animi dei politici, a tutti i livelli, e dei cittadini.

Ciò che forse in questo momento è causa di malessere e scontentezza da parte della maggior parte dei cittadini italiani non è tanto un’altra, l’ennesima, tassa che svuota i portafogli per rimediare i danni di anni di gestioni della cosa pubblica irresponsabili e dannose, quanto tutta la demagogia che ha riempito i discorsi di tutti i politici italiani.

Tutti, o quasi, a dar contro al governo tecnico che impoverisce i cittadini ma nessuno di coloro che ha attaccato il governo ha fatto nulla di pratico. La prova schiacciante dell’affermazione è che i comuni, che hanno la gestione delle aliquote da applicare per il pagamento dell’Imu entro i limiti massimi e minimi indicati dal governo, hanno applicato le aliquote più alte.

Nella maggior parte dei casi ci si è tenuti intorno alla quota massima consentita per quanto riguarda le prime case e in molti sono andati sul pesante nella decisione dell’aliquota per la seconda casa, che, secondo le stime del Sole 24 Ore sono aumentate di circa il 25%.