Per la prima casa si può usufruire dell’esenzione fiscale per due anni se il suo costo non è superiore ai 200 mila euro.

Per poter usufruire dell’esenzione biennale dall’Imu, il valore della casa dev’essere indicato nell’atto di compravendita. L’agevolazione parte dalla data del trasferimento della proprietà. Probabilmente la proposta si pone l’obiettivo di favorire la ripresa del mercato immobiliare, si propone quindi come uno stimolo all’acquisto di un’abitazione da adibire a prima casa in previsione di un’esenzione fiscale, ma potrebbe avere effetti positivi anche a livello occupazionale e quindi sul Pil.

Per incentivare l’acquisto della prima casa che abbia un valore fino a 200 mila euro ci potrebbero esere altre agevolazioni fiscali, come la detrazione dell’Iva e dell’imposta di registro. La riduzione della tassazione immobiliare, piuttosto onerosa, potrebbe produrre nel settore immobiliare una disponibilità di risorse sui 144 milioni di euro all’anno.

Nella bozza di decreto ci sono altre proposte che riguardano in particolare la totale detrazione dall’imposta lorda degli interessi passivi di mutui ipotecari, contratti per l’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale. E anche misure mirate a favorire le imprese di costruzione in forte crisi.

La proposta di decreto accoglie, infatti, le richieste avanzate nei mesi scorsi dai costruttori edili e, con una modifica alla Manovra Salva Italia, esclude dall’Imu i fabbricati realizzati dall’impresa costruttrice per la vendita e rimasti invenduti. L’esenzione vale comunque per un periodo non superiore a tre anni dalla fine dei lavori. In questo modo, risorse pari a 35,1 milioni di euro all’anno sarebbero svincolate e immesse nel sistema produttivo.

Altre misure contenute nella bozza: la reintroduzione dell’Iva nelle vendite e locazioni di nuove costruzioni allo scopo di rendere disponibili risorse economiche, che attualmente le imprese di costruzione non utilizzano, in quanto secondo la normativa vigente sono esenti dall’imposizione di Iva, oltre i cinque anni dalla costruzione, le cessioni di immobili destinati ad uso abitativo effettuate dalle imprese costruttrici, Così come è esente la maggior parte delle locazioni di abitazioni realizzate dalle stesse imprese. Sta di fatto che, nell’attuale situazione di crisi, le imprese edili non sempre riescono a vendere gli immobili costruiti entro i cinque anni dalla fine dei lavori e così sono costretti a vendere con esenzione da Iva.