In momenti di crisi, i grossi pagamenti andrebbero rateizzati, anche per le tasse, per dare un po’ d’ossigeno al contribuente. E così anche per l’Imu sulla prima casa: è possibile pagare l’aliquota in tre rate (giugno-settembre-dicembre) o in due rate (giugno-dicembre). Così ha stabilito, in due emendamenti distinti, il Decreto legge sulle semplificazioni fiscali approvati in commissione finanze alla Camera.

Il contribuente che opta per i tre versamenti pagherà le prime due rate rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 settembre, applicando l’aliquota base in misura pari a un terzo dell’imposta calcolata, ovvero il 4 per mille per la prima casa e il 7,6 per mille per gli altri immobili. Dovrà poi versare la terza rata entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta totale dovuta per l’intero anno, con conguaglio sulle precedenti rate.

Fra le altre novità, sono cambiati i criteri di definizione della prima casa per quanto riguarda il pagamento dell’Imu. Le agevolazioni per l’acquisto della prima casa si applicheranno solo per l’immobile in cui il contribuente dimora abitualmente ed ha la residenza anagrafica.

È stata approvata l’esenzione Imu, Irpef e Ires per le abitazioni distrutte dal terremoto d’Abruzzo del 2009, slitta al 30 settembre il termine per la dichiarazione Imu ed è stato approvato anche lo sconto Irpef dal 20 al 40% sulle dimore storiche.

La possibilità di pagare le prime due rate dell’Imu applicando l’aliquota di base rappresenta una soluzione alla situazione non ancora chiarita per l’Imposta comunale unica, in quanto fino ad oggi non tutti i Comuni hanno preso una decisione per quanto riguarda i coefficienti che hanno intenzione di applicare. Ma nonostante questa ”agevolazione” o ”forma di sostegno” che dir si voglia, il contribuente dovrà subire purtroppo la vera stangata che gli arriverà dall’aumento del 60% delle rendite catastali.