I fabbricati rurali ad uso strumentale usufruiscono dell’esenzione dall’Imu oltre che dalle imposte sui redditi e delle relative addizionali.

In particolare i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani non sono soggetti ad Irpef ed alle relative addizionali. Comunque da chiarire che tale esenzione non è prodotta dall’esenzione dall’Imu. Questi immobili, infatti, sono esenti a tutti gli effetti dalle imposte sui redditi e delle relative addizionali per la loro particolare tipologia.

Così la circolare n. 3/DF 18/05/2012 ha chiarito i dubbi sui rapporti tra Imu e Irpef, in seguito alla modifica apportata all’art. 9, comma 9, D.Lgs. n. 23/2011 effettuata dal D.L. n. 16/2012. Pertanto, i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani continuano a essere esenti dalle imposte sui redditi e delle relative addizionali e sono esenti anche dall’Imu, nel rispetto delle norme che disciplinano l’IRPEF e le relative addizionali.

Come già spiegato, la normativa è stata chiarita in seguito alla modifica dell’articolo 9, comma 9 del decreto sul federalismo fiscale (Dlgs 23/2011) operata dal decreto legge sulle semplificazioni fiscali (Dl 16/2011). Il Dipartimento delle Finanze conferma, dunque, che i fabbricati rurali ad uso strumentale che usufruiscono dell’esenzione dall’Imu continuano a essere esenti dalle imposte sui redditi e delle relative addizionali.

Per stabilire quali siano le zone montane, bisogna consultare l’elenco dei Comuni nella circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993. Per i fabbricati strumentali invece l’esenzione Imu situati nei comuni montani o parzialmente montani occorre invece consultare l’elenco Istat. A differenza dei fabbricati rurali strumentali ubicati nelle zone montane esenti dall’Imu e dall’Irpef, i terreni agricoli montani invece sono esenti dall’Imu, ma devono pagare l’imposta diretta anche sul reddito dominicale.

Le agevolazioni Imu per i terreni agricoli vengono applicate solo in presenza di precisi requisiti: il terreno agricolo deve essere posseduto e condotto direttamente da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella gestione agricola previdenziale e assistenziale. Si ricorda che è comunque possibile estendere la norma anche alle società che sono in possesso di tale requisito; proprietarie devono risultare società che esercitano esclusivamente l’attività agricola, definite società agricole, nelle quali l’amministratore nelle società di capitali o il socio in quelle di persone devono essere iscritte nella gestione previdenziale agricola.