Chiesa e No Profit che svolgono attività commerciali non potranno fruire dell’esenzione Imu, in base ad un emendamento introdotto dal Governo.

Il nuovo emendamento del Governo annulla, quindi, il precedente ed impone il pagamento Imu a Chiesa e No Profit. Si ricorda che la Commissione Europea ha richiamato l’Italia, imponendo al Governo di far pagare l’imposta comunale Imu e gli arretrati ICI dal 2006 a organizzazioni ed enti non profit che possiedono immobili adibiti ad uso commerciale.

Saranno, quindi, obbligati al pagamento dell’imposta municipale gli Enti che esercitano attività commerciali anche parzialmente e/o richiedono un contributo agli utenti. Più precisamente, Chiesa e No Profit devono pagare l’Imu per le parti di immobili destinate a iniziative commerciali.

Tuttavia, resta il dubbio su come qualificare un’attività come “commerciale” o “senza scopo di lucro”, su come definire i margini entro cui un’attività viene definita “commerciale”. Non sempre è semplice stabilire una distinzione tra le varie parti di un immobile come previsto dal DL Liberalizzazioni, il quale prevede l’esenzione per le sole parti in cui si svolgono attività senza scopo di lucro in caso di uso misto.

In mancanza di direttive chiare nel disegno di legge sulla finanza e il funzionamento degli Enti locali, per qualificare un’attività come “commerciale” o “senza scopo di lucro”, si è in attesa di una definizione ben precisa.