L’applicazione dell’Imu va esaminata caso per caso: non esiste ancora una normativa generale e specifica, ché anzi molte sono le incertezze. Incertezze per la reale situazione della famiglia, incertezze per le normative ancora da chiarire. Si va ancora per ipotesi, in ogni caso…

Pertanto, consideriamo oggi il caso di due coniugi, proprietari entrambi di un appartamento nel quale hanno la residenza. In sintesi, i due coniugi vivono separati in due immobili diversi per motivi vari: o perchè sono legalmente separati o divorziati oppure, ad esempio, per motivi di lavoro.

Se due coniugi non sono separati legalmente, ma hanno due residenze diverse, le due case sono considerate entrambe abitazioni principali e quindi dovrebbero godere entrambe dell’esenzione Ici o Imu agevolata a partire dal 2012. Però, per questi casi, la Cassazione, con la sentenza del 15 Giugno 2010, ha stabilito che l’esenzione spetta solo all’immobile che è residenza del nucleo familiare e che quindi non spetta al componente del nucleo familiare che se ne “distacca”.

Se ci sono figli è normale che la residenza sia quella in cui abita il nucleo familiare, ma in mancanza di figli la situazione cambia da comune a comune, in base all’interpretazione dei vari addetti degli Uffici dei Tributi, che potrebbero anche chiedere di scegliere quale due abitazioni eleggere a residenza della famiglia. Comunque l’Ici o Imu si paga per uno dei due immobili dei coniugi che hanno residenze separate.

L’immobile non più esente, di conseguenza, viene considerato come “seconda casa” con aliquote maggiorate e il comune può anche chiedere gli arretrati fino a 5 anni. Ci sono poi dei casi in cui i due immobili sono situati in due comuni diversi e in questo caso ognuno dei comuni potrebbe chiedere per sé il getitto che deriva dall’immobile.

Se invece è in corso una pratica di separazione legale, è ammessa l’esenzione Imu agevolata per le due abitazioni, entrambe quindi considerate abitazioni principali. Si precisa che, per questi casi, sono in corso accertamenti su false pratiche di separazione avviate per non pagare l’Imu sulle seconde case di nuclei familiari che non sono di fatto divisi. Ma che tali vengono fatti risultare per evadere il fisco.