Si prevedono rincari dell’Imu da parte dei Comuni, a cominciare dalle imprese con un’aliquota massima dell’1%. Comunque i nuovi aumenti fiscali saranno deliberati entro il 31 ottobre.

I Comuni che hanno deliberato per l’aliquota massima sulla prima casa non sono molti, invece per gli altri immobili come le seconde case e gli immobili d’impresa alcuni Comuni, come Roma, Napoli, Torino, Genova e Venezia, hanno già deliberato l’aliquota massima dell’1,06%; Milano prevede l’1,06% per le case sfitte e lo 0,96% per quelle affittate e sconti per i canoni concordati.

Alcuni Comuni mantengono l’Imu sulle seconde case allo 0,76% se gli immobili sono dati in locazione, ma in alcuni casi godono dell’agevolazione solo gli affitti calmierati, a volte anche quelli liberi, ma nessuno è andato sotto lo 0,76%.

Gli aumenti comunali Imu riguarderanno soprattutto gli immobili d’impresa, ma le aliquote finali saranno stabilite entro il 31 ottobre. Gli aumenti deliberati in sede comunale andranno a conguaglio nel saldo in scadenza il 16 dicembre, detraendo l’importo già pagato in sede di acconto dall’ammontare annuo dovuto.

Si prevedono agevolazioni, in vari Comuni: per imprese che non licenziano e assumono a tempo indeterminato disoccupati con meno di 30 anni o con più di 50 anni l’agevolazione si applica solo per l’anno delle assunzioni, previa autocertificazione; per capannoni, negozi o laboratori gestiti dal titolare; per le nuove imprese; per botteghe storiche o negozi di vicinato, eventuali aliquote agevolate per chi assume apprendisti, ricercatori o disoccupati. Ogni Comune applica la sua politica fiscale. Comunque, entro il 31 ottobre.