Definitive le regole che riguardano il pagamento della prima rata da versare entro il 18 giugno con l’F24.

I proprietari di case o di altri immobili dovranno fare bene i calcoli sull’esatta entità della rata, in quanto d’ora in poi non saranno più i Comuni a indicare al contribuente l’importo dovuto. Quindi, cerchiamo di chiarire le regole generali per l’abitazione principale, a quanto ammonta l’acconto e quali siano i soggetti che non hanno l’obbligo di pagare l’imposta.

Per quanto riguarda le regole generali per la casa di proprietà, si parte dalla rendita catastale che si trova nel rogito e la si aggiorna del 5% prima di applicare il moltiplicatore previsto dal Decreto Monti. Poi si calcolano le aliquote, che per l’acconto di giugno e per la prima casa sono del 4 per mille. Su questo valore vanno applicate le detrazioni, che nel caso di famiglia senza figli sono di 200 euro a cui si aggiungono 50 euro di detrazione per ognuno dei figli, nel caso di famiglia con figli conviventi fino a 26 anni di età.

L’acconto per l’abitazione principale può essere versato in unica soluzione a giugno o in due rate, a giugno e settembre, sempre entro il 17 del mese. Se si opta per il versamento in un’unica soluzione, va pagato il 50% dell’imposta; se invece si sceglie la doppia rata, l’importo di ognuna delle rate sarà pari al 33% dell’imposta. Chi però possiede una casa con rendita catastale pari o inferiore a 50mila euro, non deve pagare nessun acconto, in quanto la sua imposta netta è pari a zero e di conseguenza non deve pagare l’Imu.

Ora, in base alla regola generale, per l’acconto si deve applicare l’aliquota standard nazionale, ma se la casa è ubicata nei Comuni che decidono di abbassare l’aliquota o di aumentare la detrazione decisa per l’abitazione principale, il proprietario deve valutare se il suo Comune è in grado di azzerare l’imposta. In questo caso l’acconto viene azzerato.