A causa della mancanza di un accordo a livello comunitario, non esistono oggi delle norme sugli alimenti importati che impongano di etichettare un determinato prodotto come derivato da progenie o discenti di animali clonati. Come spiega la Coldiretti, c’è dunque il rischio concreto di vedere sulle nostre tavole i discendenti della pecora Dolly.

La presenza di carne e latte clonata a tavola è una cosa che potrebbe succedere presto, in Inghilterra ad esempio si parla del loro arrivo nei supermercati entro l’estate.

Galleria di immagini: Cucina argentina

In Europa sono soprattutto sotto osservazione le importazioni di carne provenienti dal Brasile, dagli Stati Uniti e dall’Argentina (la cucina tipica in foto), Paesi nei quali la pratica della clonazione è ormai molto diffusa.

La ricerca spiega comunque che non si corre alcun rischio ingerendo carne di animali clonati, afferma John Dalli, commissario per la Tutela dei consumatori, informando come il mancato accordo di Bruxelles, per decidere se agevolare o meno l’arrivo a tavola dei discendenti della pecora Dolly, non dovrebbe implicare nulla per la tutela dei consumatori, se non la loro informazione a riguardo.

Per un eventuale nuovo accordo bisognerà attendere almeno tre anni, ma intanto in questo periodo di tempo gli animali clonati non finiranno sulle nostre tavole.

Voi mangereste carne di bovini clonati o siete contrari? C’è a chi non farebbe alcuna differenza, come il Commissario europeo alla Salute, Dalli:

“Io mangerei senza problemi la carne di bovini clonati, perché c’è un parere scientifico secondo cui che non c’è assolutamente alcun rischio per la salute, perché non c’è differenza rispetto alla carne bovina convenzionale”.