Sembra che in Italia ci sia stato un definitivo cambio di direzione in materia di aborto e contraccezione. Se da un lato la “Società italiana di ginecologia e ostetricia” ha sancito un aumento dell’uso dei contraccettivi tra i giovani, dall’altro lato sembra che anche le interruzioni volontarie di gravidanza siano in netta diminuzione.

Il Ministero della Salute ha infatti diffuso i dati del 2008 e quelli, preliminari, del 2009: le richieste per IVG di quest’ultimo anno sono state più di 116mila, ma con un calo del 3,6% rispetto all’annata precedete. Se poi si confrontano questi dati con quelli del 1982 i numeri sono praticamente dimezzati.

Ma pare che le cose stiano cambiando anche all’interno delle strutture sanitarie, dove è aumentato di molto il numero degli obiettori tra ginecologi e anestesisti. In pratica, dati alla mano, 7 medici su 10 sono contrari all’aborto e si rifiutano di praticarlo.

Tra le cause del calo delle interruzioni volontarie di gravidanza si registra anche la carenza di consultori familiari, così come le invariate difficoltà burocratiche che una donna deve affrontare prima di effettuare l’intervento. Anche la terapia farmacologica Ru486, che si pensava si sarebbe diffusa su larga scala, presenta delle problematiche sempre più evidenti. Ecco cosa ha affermato il Ministero della Salute:

Gli elementi a disposizione indicano già alcune possibili criticità della procedura farmacologia: la difficoltà nel registrare gli effetti collaterali, gli eventi avversi e a individuare la fase?dell’espulsione del feto in caso di ricovero non ordinario o di dimissioni anticipate contro il parere medico, la perdita di fati sulla visita di follow up del quattordicesimo giorno.

Il fenomeno degli aborti clandestini è tuttora presente, sebbene non sia possibile determinare cifre precise soprattutto per quanto riguarda le donne straniere che risiedono in Italia.