È passata quasi in sordina la proposta di Paolo Garimberti, presidente della Rai, di riscuotere il canone Rai attraverso il pagamento della bolletta elettrica.

Ma ora pare che ci sia una vera e propria “guerra politica e ideologica” in Parlamento.

Garimberti ha scritto una lettera ai presidenti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per chiedere di prendere provvedimenti, magari con una proposta di legge:

Se si vuole un servizio pubblico di buona qualità, bisogna dargli i mezzi perché operi in piena autonomia. Con un’evasione del 30% non si va da nessuna parte.

Sono infatti più del 30% le famiglie italiane che non pagano il cannone Rai, sottraendo alle casse di Mamma Rai circa 500 milioni di euro all’anno.

Il Giornale e Libero hanno invece proposto un’iniziativa per ottenere l’abolizione del canone Rai. Tale campagna ha suscitato la forte reazione di Garimberti che la giudica addirittura “vergognosa”.

Dopo il lancio della proposta è come se l’Italia si fosse tagliata a metà: da un lato ci sono le persone favorevoli all’abolizione del canone Rai, mentre dall’altro ci sono tutti coloro che preferiscono pagarlo per preservare la qualità del servizio televisivo.

Personaggi famosi come i celebri registi Zeffirelli e Squitieri, l’ex campione di ciclismo Moser, Iva Zanicchi, aderiscono volentieri all’iniziativa.

Secondo Francesco Storace il canone servirebbe solo a “mantenere la gran massa dei giornalisti”, mentre secondo Di Pietro la Rai non merita il canone fino a quando è gestita dal sistema dei partiti. Anche la Lega Nord predicava (a suo tempo) l’abolizione del canone Rai, come fa presente Roberto Castelli.

Dall’altra parte, invece c’è chi la pensa come Luca Barbareschi:

Iniziativa faziosa e stupida, capace di dare origine solo a beghe politiche. Ristrutturare la Rai e riorganizzarla secondo meritocrazia è una cosa seria e da fare, ma togliere il canone non è certo un’operazione giusta

Con lui c’è anche Mario Landolfi e una propositiva Maria Stella Gelmini, la quale ritiene sarebbe giusto pagare il canone solo per alcuni programmi di scienza, cultura: insomma vorrebbe apporre un bollino verde ai programmi.

L’idea della Gelmini però è stata bocciata dal Partito Democratico. In merito il Senatore Vita dichiara:

Chi decide che cosa è pubblico e cosa non lo è? Rischia di essere un peggioramento della qualità dell’offerta formativa, con l’inesorabile aumento dell’esposizione dei ragazzi alla TV generalista. Non quella di Santoro, ma quella dei reality

Insomma, pareri assai discordanti in Italia, in Parlamento, e addirittura nella stessa maggioranza.